18 maggio 2021

Cultura

Vicenza inaugura la nuova mostra permanente del Museo del Gioiello

Coinvolti i distretti orafi di Vicenza, Valenza, Arezzo e Torre del Greco. I pezzi esposti visibili sul web

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

Museo del gioiello - Collana Ametista

VICENZA - «E' il settore del gioiello quello che ha risentito meno i contraccolpi della crisi, registrando un 15 pct di vendite in meno rispetto al – 30 pct dell'abbigliamento e orologi» 

Lo rileva un'indagine di una settimana fa realizzata dalla Fondazione Altagamma che riunisce le imprese dell'alta industria culturale e creativa italiana che operano nei settori moda, design, gioielleria alimentare, velocità e benessere. A comunicarlo è stata ieri pomeriggio Alba Capellieri, direttore del Museo del Gioiello di Vicenza, nell'annunciare l'apertura dell'esposizione Una storia italiana che si può guardare online al sito www.museodelgioiello.it, in attesa di poterla ammirare dal vero nelle sale della Basilica Palladiana, una volta che le disposizioni anti Covid-19 lo permetteranno.

Un itinerario che si snoda attraverso nove sale con i preziosi che si ispirano ai seguenti temi: Simbolo, Magia, Funzione, Bellezza, Arte, Moda, Design, Icone e Futuro. Non solo. Con l'esposizione ci saranno dei seminari di approfondimento, sempre online, dove la direttrice Cappellieri, le aziende, i designer, gli artigiani e i protagonisti del gioiello italiano, sveleranno i segreti dei preziosi esposti.

«Siamo qui per celebrare la cultura del gioiello – ha dichiarato Marco Carniello, Group Brand Director Jewellery & Fashion di IEG – ed è un risultato importante, visto il periodo complicato che stiamo attraversando. Il Museo del Gioiello nasce nel 2015 per volontà della Fiera di Vicenza, oggi Italian Exhibition Group, non con il nome Museo di VicenzaOro, ma con il nome che ha ora, Museo del Gioiello, per diventare un riferimento per le aziende della gioielleria e oreficeria. L’abbiamo voluto a Vicenza, insieme al Comune di Vicenza, per portare ricchezza al territorio: si pensi solo al turismo museale, che muove circa 27 miliardi di euro l’anno»

Quest'anno l'esposizione ha contato su un comitato scientifico che ha scelto di coinvolgere le migliori produzioni dei distretti di Arezzo, di Valenza, di Torre del Greco e di Vicenza.

«L’idea è nata due anni fa, molto prima del Covid – dice ancora Alba Cappellieri –. Prima cioè che ci fosse uno spostamento dell’asse dal globale al locale, con la volontà di celebrare il gioiello italiano sia come oggetto culturale, sia come risorsa economicamente rilevante per le nostre esportazioni. La domanda che ci siamo posti è: esiste il gioiello italiano? Esiste, e questa esposizione lo dimostra, un’idea di un gioiello che si fa portatore di valori materiali e immateriali tipicamente italiani: bellezza formale, qualità manifatturiera, varietà e innovazione. Per raccontare meglio e per un periodo di tempo più lungo il gioiello italiano abbiamo deciso di estendere la durata di questa nostra edizione, per diventare un’edizione, speriamo, permanente» 

Ecco cosa contengono le nove sale

La Sala Simbolo. Con gioielli simbolo di potere, di religione, di regalità, di prestigio sociale, di patriottismo e dei sentimenti quali amore, amicizia, fedeltà, lutto.

La Sala Magia. Una selezione di amuleti e talismani italiani dalle proprietà apotropaiche, propiziatorie, protettive e curative.

La Sala Funzione. E' quella dedicata agli accessori dell'abito con bottoni, fibbie, chatelaine, fibule, fermagli per capelli, gemelli, spille e spilloni.

La sala Bellezza. Una celebrazione della bellezza e la qualità artigianale dell’alta gioielleria italiana.

La Sala Arte. Contiene i gioielli d'artista, sia quelli degli artisti figurativi che quelli degli orafi artisti.

La Sala Moda. Preziosi che seguono la stagionalità delle collezioni grazie a stilisti, bigiottieri e designer italiani.

La Sala Design. Dedicata al Design italiano e la capacità dei suoi protagonisti di dare nuovi significati al gioiello.

La Sala Icone. I capolavori italiani delle lavorazioni secolari fatte con materiali rarissimi, montature estreme, immagini sacre, figure mitologiche e ritratti finissimi.

La Sala Futuro. Sono i gioielli del domani che sfidano le convenzioni. Si ispirano alla biologia, alla medicina, alla modificazione corporea, alla scienza.

Comitato scientifico. I curatori scientifici della mostra sono: Vincenzo Aucella di Torre del Greco, Alessia Crivelli di Valenza, Giordana Giordini di Arezzo e Errico Peruffo di Vicenza.

Info: www.museodelgioiello.it

 

 


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Lieta Zanatta

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