30 ottobre 2020

Vittorio Veneto

Vittorio, la baby gang passa alle minacce: “Do fuoco al tuo locale”

Preso di mira il titolare del Caffè Piazzetta che ha fatto denuncia ai carabinieri

| Claudia Borsoi |

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Vittorio, la baby gang passa alle minacce: “Do fuoco al tuo locale”

VITTORIO VENETO – Fino ad ora si era “limitati” a scontri verbali e a dispetti, come tavoli spostati e rifiuti abbandonati, ad atti vandalici o a sputi sulle vetrine. Ora sono passati alle minacce. Un ragazzo martedì sera ha detto al titolare del Caffè Piazzetta al Rione 66: «Stai zitto o do fuoco al tuo locale». «La situazione è diventata insostenibile – denuncia il barista -: Comune e forze dell’ordine devono intervenire una volta per tutte».

 

La presenza di una baby gang in centro città, con basi al Quadrilatero, nei giardini e alla stazione delle corriere, si fa sempre più “pesante”. L’arresto di sei minori, le menti del gruppo, pare non aver sortito alcun effetto. «Sono stati calmi una settimana, poi hanno ripreso come prima» testimonia il barista. Martedì intorno alle 19 era fuori dal suo locale. «Un cliente mi aveva chiamato, mi sono voltato verso di lui – racconta il barista – e una ragazza ha iniziato ad insultarmi pesantemente sostenendo che la stavo fissando. Le ho risposto che non era così e ne è nato un diverbio.

 

All’improvviso uno dei ragazzi ha minacciato di dare fuoco al mio locale. Ho subito chiamato il 112, ma all’arrivo dei carabinieri i 4-5 ragazzi, erano già spariti. I dispetti da parte della baby gang non sono mancati negli ultimi anni, ma una minaccia così grave a carico di noi commercianti mai si era sentita prima d’oggi». Il tutto si è svolto – tra l’altro - davanti al comando di polizia locale. Ieri il barista ha formalizzato una denuncia ai carabinieri. E oggi chiederà formalmente anche un intervento da parte del Comune.

 

«Mi piacerebbe sapere quali interventi, perché solo con denunce circonstanziate può partire un’azione legale, senza non c’è modo. Al momento l’unica arma sono denunce circonstanziate per poter incastrare qualcuno. Noi abbiamo le mani legate – afferma il sindaco Antonio Miatto -. Ed essendo minori, si sentono sicuri e intoccabili».

 


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Claudia Borsoi

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