24 ottobre 2019

Treviso

“Se i lupi sono un problema facciamo come in Svizzera anziché proporre di abbatterli”

Il consigliere regionale Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione per tutelare allevatori e lupi

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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TREVISO – Tema caldo anche nel Trevigiano quello della presenza del lupo, anche se recentissimo e per ora con un impatto esiguo ma a detta del consigliere regionale Andrea Zanoni urgono politiche di gestione della fauna selvatica a tutela dei grandi carnivori e al contempo degli allevatori e dei residenti. “Ho presentato un’interrogazione – spiega Zanoni -, sottoscritta dalle colleghe Annamaria Bigon (PD) e Cristina Guarda (CpV), per esortare direttamente il Presidente Zaia a intervenire in maniera finalmente efficace in ordine alla gestione del lupo”.

“Visto che la presenza del lupo è in espansione anche in zone di bassa collina, per responsabilità in primis dell’uomo, la Regione ha intenzione di agire per garantire la convivenza con le popolazioni e le attività economiche, abbandonando ogni idea di abbattimento? – chiede Zanoni, vicepresidente della Commissione consiliare Ambiente -. Finora, al di là delle parole e delle promesse, le misure adottate sono state inefficienti e il sostanziale disinteresse della Giunta rischia solo di esasperare gli animi”.

“Non servono soluzioni a carattere stagionale, ma permanente – aggiunge il consigliere del Pd -. Gli allevatori sono sempre più in difficoltà ed è concreta la paura di dover lasciare le malghe e i pascoli. Ma la scorciatoia degli abbattimenti, sostenuta dalla Lega e da Fratelli d’Italia, è demagogica, sbagliata e dannosa; come sostengono massime autorità scientifiche, l’uccisione dei lupi, presenti in una determinata area, causa un aumento delle predazioni”.

“La Regione dovrebbe invece applicare le azioni previste dal Piano Nazionale per la conservazione e la gestione del lupo – suggerisce l’esponente dei Democratici - ovvero, la realizzazione di un efficace sistema di difesa delle aree di pascolo (recinzioni e cani da guardiania), oltre ad avviare una rete di confronto tra tutte le realtà toccate dal fenomeno, dagli allevatori alle popolazioni locali, e al potenziamento dell’Ufficio Faunistico, con professionalità dedicate esclusivamente alla gestione dei grandi carnivori”.

“L’Assessore Pan non si limiti a denunciare come gran parte delle predazioni sia avvenuta per assenza di protezioni o recinzioni non adeguate – chiede il consigliere PD -, ma promuova una vera campagna informativa sugli strumenti di prevenzione che duri tutto l’anno, e non solo due mesi, con incarichi balneari. La Regione deve seguire gli allevatori nell’utilizzo delle reti e nella gestione dei cani pastore, come sta facendo per esempio la Svizzera, con un Centro di addestramento dell’Ufam. Basta copiare da chi lo ha già fatto con successo”.

Pan e Berlato – conclude Zanoni - invece di auspicare insensate scorciatoie, come la caccia al lupo, controproducente, impossibile e illegale, verifichino piuttosto questo Centro per la difesa degli animali al pascolo. E anche sul fronte dei risarcimenti, la Regione deve darsi una mossa, tempi più brevi e meno burocrazia, senza dover aspettare mesi”.

 



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