Caso finti vaccini: i test avrebbero confermato un'elevata scopertura vaccinale
Il 90% del campione analizzato risulta negativo agli anticorpi
| Isabella Loschi |
L'assistente sanitaria Emanuela Petrillo e l'avvocato Paolo Salandin
TREVISO - Si è concluso ieri 'incidente probatorio per l'analisi dei campioni di sangue prelevati dai Carabinieri del Nas, sia a Udine che a Treviso, nell'ambito delle indagini aperte dalla Procura di Udine sul caso dei sospetti finti vaccini somministrati da Emanuela Petrillo, l’assistente sanitaria sospettata di aver finto le vaccinazioni, prima nel distretto sanitario di Codroipo, in provincia di Udine, e poi all’Usl 2 di Treviso.
Da quanto si è appreso, le analisi condotte dai periti nominati dal gip Mariarosa Persico, il medico legale Carlo Moreschi, docente dell'Università di Udine, e Giancarlo Icardi, direttore dell'unità di igiene dell'Ospedale San Martino di Genova, avrebbero confermato un'elevata scopertura vaccinale nel campione di bambini (284) vaccinati dall'assistente sanitaria. Solo il 15,5% dei soggetti vaccinati dalla Petrillo a Codroipo è risultato essere positivo agli anticorpi per il morbillo, mentre nei campioni di siero dei bambini vaccinati a Treviso dalla indagata solo il 10% è risultato essere positivo.
Le analisi sono state effettuate nei mesi scorsi nei laboratori di Genova e gli esperti sono stati ascoltati ieri in contraddittorio tra le parti alla presenza anche dei legali e dei consulenti della difesa e delle aziende sanitarie 2 di Treviso e 3 dell'Alto-Medio e Friuli Collinare.
La difesa dell'assistente sanitaria, in aula l'avvocato Chiara Pianon, co-difensore insieme al collega Paolo Salandin, ha evidenziato alcune discrepanze, sottolineando in particolare che non sarebbero stati effettuati accertamenti sulla storia clinica dei bambini che avrebbero potuto incidere sull'attecchimento del vaccino. Il giudice ha quindi restituito gli atti alla Procura che indaga sulla vicenda con il pm Claudia Danelon.