25 agosto 2019

Montebelluna

La centrale elettrica fa litigare la Lega: i sindaci leghisti contro Zaia

I comuni a guida leghista contestano la decisione regionale di una nuova centrale elettrica

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

VOLPAGO - «18 sindaci dicono no alla stazione elettrica a Volpago» recita lo striscione, con tanto di stemma comunale, che sovrasta via Schiavonesca Nuova, vicino alla chiesa di Selva del Montello. I primi cittadini non ci stanno a subire l’ennesima presenza calata dall’alto sul territorio.

 

Cave, Superstrada Pedemontana e ora anche la stazione elettrica di Terna con tutto quello che comporterà, in primis un elettrodotto di grandi dimensioni. Gli amministratori locali non intendono tacere anche se in buona parte appartengono alla Lega, quindi al partito che in regione ha approvato quest’opera.

 

A nulla sono valsi i grandi sforzi fatti, in particolare dal sindaco di Volpago, Paolo Guizzo, che ha riunito tutti i colleghi per far valere le proprie ragioni, argomentando i timori dei cittadini, ma anche portando alternative percorribili. A quanto pare però nemmeno la vicinanza politica, un tempo garanzia di successo per qualsiasi istanza, ha pesato: la regione non ha considerato le richieste dei cittadini, le 2.600 firme raccolte e le ipotesi alternative formulate.

 

Lo scontento scaturito quindi dalla decisione veneziana non ha precedenti così come le ripercussioni politiche che sta avendo. Fino a poco tempo fa sarebbe stato inimmaginabile vedere uno striscione che contesta la decisione della giunta Zaia, nella leghista Volpago ma evidentemente la delusione è stata cocente per i cittadini e gli amministratori locali che hanno viste tradite le loro aspettative di trovare attenzione e sostegno in regione.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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