14 novembre 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

E' una "fuga" dal Prosecco? "Si può mettere in etichetta anche solo il nome della località, senza Prosecco"

La replica del Consorzio Docg

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VALDOBBIADENE - Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg sta seguendo il dibattito animato da alcuni produttori circa il nome Prosecco. Secondo un’opinione che sta circolando nella denominazione e sta trovando spazio nei media, sia locali sia nazionali, il nome Prosecco potrebbe essere considerato ormai superato a favore dell’indicazione della località che esprime il territorio d’origine, nella fattispecie Valdobbiadene.

 

“Va sottolineato che a oggi il disciplinare prevede la possibilità di riportare in etichetta anche solo il nome della località senza la parola Prosecco (ad esempio Valdobbiadene Docg oppure Conegliano Docg oppure Conegliano Valdobbiadene Docg) – fanno sapere dal Consorzio -. Il Consorzio di Tutela ha commissionato al Cirve un’indagine sull’etichettatura delle bottiglie di Conegliano Valdobbiadene: il risultato dell’indagine mostra che il 92% riporta in etichetta il termine Prosecco Superiore, oltre al luogo di origine. Eventuali modifiche del disciplinare prevedono un iter normato dalla legge, normativa europeaitaliana, che richiede un ampio consenso dei produttori e l’approvazione del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e del Turismo e della Commissione Europea. Vale la pena però ricordare che nel 2009, quando si mise ordine al mondo Prosecco con la distinzione di Doc e Docg, tutti i produttori procedevano insieme, mossi dall’idea condivisa di tutelare il nome Prosecco, di garantire una trasparenza del mercato e qualità del prodotto a favore anche del nostro territorio. In particolare, si voleva disinnescare la minaccia di produttori italiani e stranieri che avrebbero coltivato il vitigno altrove e prodotto il Prosecco in tutto il territorio nazionale e anche all’estero. Questi obiettivi sono stati raggiunti ampiamente e il successo derivato da queste scelte è stato un successo di tutti e di cui tutta la denominazione sta godendo. Basti pensare che nel 2009 si producevano poco più di 50 milioni di bottiglie e oggi se ne producono poco più di 90 milioni (fonte C.I.R.V.E. Conegliano, 2019 - Valoritalia, 2019). Il lavoro del Consorzio però non è terminato con il successo commerciale e burocratico di tutela di un marchio ma procede spedito oggi con la valorizzazione della qualità del prodotto e la diffusione tra i consumatori italiani e stranieri della conoscenza del suo territorio d’origine, le colline tra Conegliano e Valdobbiadene oggi insignite del riconoscimento Unesco”.

 

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