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17 dicembre 2017

Vittorio Veneto

"Salvate i cannoni!"

Si dovranno attendere mesi per il restauro dell'obice e del mortaio del Museo della Battaglia

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Continua l’agonia dei cannoni del Museo della Battaglia di Ceneda, e le previsioni per un loro restauro non sono affatto rosee. Questa mattina il consigliere comunale di Forza Italia Paolo Santantonio ha presentato un vero e proprio dossier che ripercorre la storia (infinita?) dei due cimeli, delineando la situazione attuale e i possibili sviluppi della vicenda.

 

L’obice e il mortaio del Museo sono giunti a Vittorio Veneto poco più che ventenni, nel 1938, a seguito di una donazione dello Stato. Per 75 anni, fino al 2013, sono rimasti sotto la loggia e non hanno richiesto nessuna opera di restauro.

 

Con il nuovo allestimento del Museo, circa 4 anni fa, sono stati spostati “all’aperto”, senza protezione alcuna, in balia degli agenti atmosferici: per i due reperti è iniziata così una fase di degrado molto veloce, che ne ha peggiorato progressivamente lo stato di conservazione e che ha reso necessario un intervento di restauro.

 

La prima interrogazione di Santantonio sulla questione risale al novembre scorso, e la risposta reca la firma dell’assessore alla cultura Antonella Uliana. Qui si apprende che il progetto di restauro era stato predisposto dalla ditta Lares di Venezia, anche se l’importo richiesto per le riparazioni non veniva reso noto in alcun modo.

 

Secondo quanto si può leggere nella risposta, l’ufficio tecnico avrebbe – “una volta individuate le risorse” – provveduto “quanto prima” al restauro dei cannoni. Non contento, vista anche la parzialità della risposta, Santantonio ha presentato un’ulteriore interrogazione (siamo al 13 dicembre scorso), con la quale riesce ad apprendere che l’impegno di spesa preventivo previsto da Lares è di 3200 euro più iva, prezzo con “necessità di aggiornamento”.

 

Ma non è tutto: “per quanto riguarda la spesa apprendevo con sorpresa, stupore e delusione che l’impegno non è previsto nel bilancio preventivo 2017 che voteremo a breve nel mese di marzo, ma che si dovrà attendere una successiva manovra di variazione di bilancio per inserire l’apposito capitolo di spesa, che avverrà in tempi ad oggi non definibili” spiega Santantonio.

 

Dall’accesso agli atti è inoltre emerso un documento della Soprintendenza in cui si danno le prescrizione per il restauro. Al di là dei tecnicismi, la cosa fondamentale è che in quella nota si spiega come lo spostamento dei cannoni sia frutto di una scelta della direzione nel museo e del Comune.

 

Non c’è stato quindi nessun diktat della Soprintendenza per mettere all’aperto l’obice e il mortaio, e questo ha conseguenze importanti: in primis questo comporta che il Comune dovrà provvedere in perpetuo alla manutenzione dei due cimeli, con cadenza periodica biennale, a proprie spese. In secondo luogo, visto che lo spostamento non è stato imposto, il Comune potrebbe rimettere i cannoni sotto la loggia.

 

Ad ogni modo, secondo le previsioni di Santantonio, ci vorrà molto tempo sia per arrivare alla variazione di bilancio, sia per attraversare l’iter burocratico richiesto dalla Soprintendenza, e quindi per vedere il restauro realizzato. “Mi auguro con tutto il cuore di sbagliarmi, ma vedo all’orizzonte il rischio che si entri nel centenario 2018 con i cannoni nelle attuali condizioni” chiosa il consigliere.

 

La priorità è quindi il restauro, poi si dovrà provvedere alla manutenzione o al ricollocamento – sotto la loggia – dei cannoni. “Intanto pioggia, gelo e sole cocente tambureggiano instancabili sui pezzi d’artiglieria della grande guerra, uno dei quali - quello più lungo - è un rarissimo esemplare di Luftminenwerfer Skoda 200 mm ad aria compressa. Un pezzo che secondo molti presenta anche un suo fascino artistico oltreché storico” ha commentato Michele Bastanzetti di Società Ambiente Cultura. E’ proprio il caso di dirlo: dalla Loggia alla pioggia.

 



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Roberto Silvestrin

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