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26 marzo 2019

Calcio

Scontri durante Vicenza-Padova, fermato ultras di Oderzo

Quindici sono di Padova, uno di loro abita nella cittadina trevigiana. Inoltre la Digos di Vicenza e Padova ha indagato altre tre persone

Calcio

lo stadio Menti di Vicenza

ODERZO - Sono sedici le perquisizioni effettuate a carico di altrettanti ultras del Padova, resisi responsabili di vari reati in occasione del derby del 27 gennaio scorso allo stadio Menti (nella foto).

Quindici di loro sono residenti a Padova e provincia, mentre uno di loro abita ad Oderzo. Oltre ai 16 destinatari delle perquisizioni, la Digos di Vicenza e Padova ha indagato altre 3 persone, che erano già state riconosciute nell'imminenza dei fatti, mentre un altro, era stato bloccato e portato in Questura.

Ad oggi gli indagati sono 20: tra loro c'è anche una donna di 40 anni, residente nella città del Santo. La posizione più delicata riguarda un tifoso, di 40 anni, insegnante di arti marziali, che deve rispondere anche di lesioni personali per aver ferito in maniera seria un dirigente della Polizia di Vicenza, colpito con un violento calcio alla schiena che gli ha procurato l'infrazione di alcune costole e altre contusioni. Negli incidenti erano rimasti feriti altri tre agenti.

Per tutti i 20 ultras il questore di Vicenza, Giuseppe Petronzi, ha avviato le procedure per l'applicazione del Daspo: dodici di loro, già in passato resosi responsabili di vicende simili, rischiano il massimo della pena, sino a 8 anni di Daspo con obbligo di firma. Nelle perquisizioni è stata sequestrato materiale vario, tra cui, una bandiera nazista (rossa con svastica nera al centro), una biografia di Eric Priebke, un coltello a serramanico, una mazza da baseball, un manganello telescopico, un tirapugni e fumogeni da stadio. Al termine dell'incontro, nelle fasi di deflusso della tifoseria ospite, sugli spalti del settore occupato dai padovani, veniva esposto un cartello di cartoncino dai contenuti antisemiti.

Nei filmati visionati, si è visto, tra l'altro, un ultra padovano che, dopo essersi coperto il volto, ha sistemato, sotto una pezza con la scritta "Loreggia", precedentemente affissa nella gradinata nord, il cartello con la dicitura "Se questo è un uomo", accompagnata dal disegno di un uomo con la maglia del Vicenza Calcio che mangia un gatto. L'espressione usata nel cartello, per l'evidente richiamo al romanzo di Primo Levi, fatto peraltro avvenuto il 27 gennaio, nel "Giorno della Memoria", è stato interpretato come provocazione alla tifoseria vicentina attraverso il malcelato e grave riferimento alle vittime dell'Olocausto.

 

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