19 ottobre 2019

Montebelluna

Sequestrate oltre 1.500 piante di marijuana a Montebelluna, arrestate 4 persone tra cui marito e moglie con una figlia di pochi mesi

L'elettricità per illuminazione e ventilazione proveniva da un allacciamento abusivo

Matteo Ceron | commenti |

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marijuana

MONTEBELLUNA – Nel seminterrato di un’abitazione avevano una vera e propria piantagione di marijuana: i carabinieri hanno effettuato un blitz ed hanno sequestrato oltre 1.500 piante di varie dimensioni, coltivate con cura e precisione.

Oltre alle piante i militari hanno sequestrato anche 6 chili di marijuana già essiccata e pronta al consumo. Secondo i calcoli effettuati, lo stupefacente, una volta immesso nel mercato, avrebbe potuto fruttare oltre un milione e mezzo di euro.

 

Ad occuparsi della coltivazione, quattro cinesi, due uomini di 41 e 52 anni e due donne di 33 e 51 anni, tutti posti in stato d’arresto. Un uomo ed una donna sono sposati tra loro ed hanno una figlia piccola di pochi mesi, la quale è stata trasferita al carcere di Venezia insieme alla madre. Sono tutti irregolari (solo la donna con la figlia piccola ha un permesso di soggiorno temporaneo concesso dopo aver partorito).

I carabinieri sono arrivati ad effettuare il blitz nell'abitazione, che si trova in via Trevignano, nel quartiere di Guarda, nell’ambito di accertamenti su un cinese su cui avevano maturato dei sospetti. Nel seminterrato, un tempo adibito a laboratorio per produrre calzature, hanno trovato una coltivazione che hanno definito a “ciclo continuo”. C’erano infatti piante molto piccole e piante di circa 2 metri e man mano che quelle più grandi venivano eliminate per ricavarne la marijuana crescevano quelle più piccole, in modo da avere appunto una produzione continua.

Era stato creato un impianto di illuminazione e di ventilazione con una novantina di lampade per garantire la luce necessaria. È stato trovato inoltre vario materiale per coltivare al meglio le piante e confezionare la marijuana una volta pronta. L’elettricità veniva rubata dalla linea pubblica: era stato creato un allacciamento artigianale abusivo, come accertato anche dai tecnici Enel.

 

I quattro, oltre che della coltivazione ed il possesso dello stupefacente, dovranno anche rispondere del furto dell’energia elettrica.

 

"Si deve riconoscere che il fenomeno dell’immigrazione irregolare si connette gioco forza ad attività economiche illecite - afferma il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero -. Evidentemente il consumo di droga è ancora una piaga presente nel nostro territorio. Si tratta di un problema sul quale è difficile avere un monitoraggio scientifico ma che questo nuovo episodio, purtroppo, mette in luce nella sua rilevanza”

 



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Matteo Ceron

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