08 dicembre 2019

Montebelluna

Volpago fa dietrofront sulla mega lottizzazione: chieste anche le dimissioni del sindaco

Un consiglio comunale rovente quello di ieri sera dove si è discusso di una vicenda spinosa

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Volpago fa dietrofront sulla mega lottizzazione: chieste anche le dimissioni del sindaco

VOLPAGO DEL MONTELLO – Clamoroso. Ieri sera il consiglio comunale ha respinto la trasformazione in edificabile dell’area a sud ovest della chiesa di Volpago del Montello, dopo aver votato il contrario in prima battuta il 29 maggio. Una vicenda complessa e fitta di zone oscure come l’identità di chi voleva realizzare un mega complesso residenziale tant’ che dopo il sì iniziale delle sola maggioranza sono trascorsi mesi prima di portare nuovamente in consiglio la questione poi bocciata. Il tempismo, l’iniziale assenso e il fatto che tutto ciò ora comporterà dei costi per il Comune ha indotto la minoranza a chiedere le dimissioni del sindaco.

“22.000 euro, non pochi per il Comune di Volpago del Montello e per i suoi Cittadini – commenta Nilo Furlanetto segretario del locale circolo del Partito Democratico -, tanto è costato il parere di un avvocato consultato il 22 agosto scorso per esaminare la pratica. I risultati cui è pervenuto sfiorano l’ovvietà e non richiedevano una competenza superiore a quella dei Tecnici del Comune: il Comune non è obbligato a concedere l’edificabilità dei 4 ettari alla S.r.l. e l’accordo di 3 anni fa è scritto male rispetto agli oneri che il Comune doveva riscuotere ed ai quali, per una cifra ingente, invece rinunciava”.

Quindi con la benedizione dell’avvocato all’unanimità il Consiglio Comunale ha accolto le 5 osservazioni di cittadini e opposizione che hanno negato l’interesse pubblico di rendere edificabili i 4 ettari visto il calo demografico, l’aggravio intollerabile alla circolazione sull’asse viario che ne sarebbe derivato, il fatto che 4 ettari sono un terzo di tutto quanto si potrà edificare da qui all’anno 2050.

“Tutte cose ovvie e vere anche il 29 maggio nel primo passaggio della delibera in Consiglio Comunale. Il Sindaco ha avuto bisogno di 5 mesi per vederle, nonostante la questione sia a lui nota da 3 anni, visto che era approdata per la prima volta in Consiglio Comunale nel 2016 – incalza Furlanetto -. Voi direte meglio tardi che mai: invece no, aver detto sì all’operazione il 29 maggio e non ora esaminando le osservazioni espone alla contestazione di un operare contraddittorio che sarà fatale, solo che la S.r.l. ricorra al T.A.R”.

Furlanetto poi sottolinea che se le osservazioni presentate dal suo partito fossero state accolte avrebbe messo la parola fine al rischio del ricorso al TAR: “In quanto si è contestato che una Società i cui Soci siano coperti da anonimato non può fare contratti con il Comune. Quindi il contratto del 2016 che prevede l’esecuzione di opere pubbliche da parte della Società è irrimediabilmente nullo per violazione del Codice degli Appalti che espressamente prevede questa casistica. Argomento forse troppo forte tanto è ovvio: ma il Sindaco ha detto che non importa chi sia il proprietario di un’area da rendere edificabile, il Comune se ne deve disinteressare”.

 



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