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11 agosto 2022

Vittorio Veneto

Baristi e ristoratori "costretti" ad accettare i pagamenti con il bancomat: scatta la protesta

Ascom Vittorio Veneto critica le novità introdotte dal decreto legge contro l’evasione fiscale

| Roberto Silvestrin |

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Baristi e ristoratori

VITTORIO VENETO - Ascom Vittorio Veneto critica le novità introdotte dal decreto legge contro l’evasione fiscale. La vecchia legge imponeva l’utilizzo del Pos per la registrazione dei pagamenti con bancomat e carta di credito, ma non prevedeva delle sanzioni per i trasgressori. “Con il decreto legge contro l’evasione fiscale, in arrivo dal Consiglio dei Ministri, ci sarà invece una doppia multa per chi pretenderà i contanti anche per riscuotere un caffè”, spiega l’associazione di categoria.

 

“Si rafforzi pure la lotta all’evasione fiscale, ma lo si faccia senza creare ulteriori aggravi per le microimprese – si legge nella lettera che Ascom ha indirizzato al premier Mario Draghi -. L’obbligo delle sanzioni vuol dire non solo limitare la libertà d’impresa, ma anche introdurre un ulteriore sovraccarico per le attività del commercio e dei servizi più piccole e caratterizzate da margini molto stretti (distributori di carburanti, tabaccai, bar), proprio nel momento in cui la ripartenza della spesa delle famiglie nei negozi è messa a rischio da inflazione e incertezza”.

 

“L’obbligo è poi particolarmente difficile da rispettare per tutte quelle imprese che operano in zone non coperte da infrastrutture tecnologiche e di comunicazione adeguate – conclude Ascom -. Se si vuole favorire la moneta elettronica, il migliore incentivo è ridurne i costi di utilizzo, a partire dai piccoli pagamenti sotto i 50 euro”. Dal 30 giugno 2022 (e non più dal 1° gennaio 2023) chi non accetterà i pagamenti con Bancomat o con carta di credito verrà quindi sanzionato. “Il decreto legge in arrivo parla di sanzioni da 30 euro più il 4% del valore della transazione rifiutata a carico dell’esercente – spiega l’associazione di catoegoria -. Stando alla lettera della norma, se un caffè costa un euro e non si accetta la carta elettronica, al barista costerà 30,04 euro”.

 


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