26 gennaio 2020

Treviso

Convegno ACLI: il sottosegretario Bobba illustra il Jobs Act

Davide Bellacicco | commenti |

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Convegno ACLI: il sottosegretario Bobba illustra il Jobs Act

TREVISO-“I posti di lavoro non li crea né lo stato né la legge ma le imprese. In veneto il corpo produttivo ha recepito con percentuali assai rilevanti la spinta del Jobs Act verso il contratto a tutele crescenti”.


Interviene così il sottosegretario al lavoro, On. Luigi Bobba, al convegno pubblico organizzato dalle Acli provinciali di Treviso con il patrocinio del Comune, sul tema della riforma del mercato del lavoro. Un ritorno a casa per Bobba, già Presidente Nazionale delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori dal 1998 al 2006. Presenti, nella platea del gremito auditorium Stefanini di Treviso, anche il Direttore dell'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Treviso, don Alberto Bernardi, il sindaco di Resana Loris Mazzorato, l’ex europarlamentare IDV ora PD, Andrea Zanoni, il vicesindaco di Treviso Roberto Grigoletto (che ha introdotto l’incontro), la senatrice PD, Simonetta Rubinato e il capogruppo di Marca Civica in Consiglio Provinciale, Marco Zabotti.


Per Bobba il Jobs Act va letto guardando soprattutto alla riforma del sistema di protezione sociale: almeno una protezione di base sarà garantita a ciascuno, variando poi caso per caso il supporto al reddito. Condizione per i sussidi, la riqualificazione professionale e l’adesione a politiche di reinserimento, onde evitare ogni forma di assistenzialismo improduttivo. “Occorre evitare le privatizzazioni nell’ambito del reinserimento, come avvenuto in Danimarca, scelta motivata da una demografia estremamente meno complessa della nostra, senza giungere ad uno statalismo esasperato proprio del modello tedesco. Per fare ciò si renderà necessario mantenere la capillarità dei Centri per l’Impiego centralizzando informazione e progetti, come nel caso della vincente iniziativa Garanzia Giovani”. Il Veneto, secondo il sottosegretario, avrebbe già speso oltre l’80% del budget a propria disposizione, a fronte di altre regioni che toccano solo il 17-18% e questo mostrerebbe una reazione positiva di cittadini e amministrazioni locali. Annunciato anche un decreto legislativo per la creazione di un’Agenzia Nazionale per il Lavoro ma il suo ruolo di coordinamento e il rapporto con il personale degli attuali centri sul territorio risultano ancora poco delineati.


Proprio sul fronte Centri per l’Impiego si registrano, infatti, in questo momento, le maggiori incertezze del governo. Andrea Citron, Presidente provinciale delle Acli pone l’accento sulla necessità di valorizzare le professionalità di chi ha operato nei Centri con esiti molto positivi come a Treviso e auspica che si mantenga una dimensione provinciale. Nel merito dell’intervento legislativo, sottolinea come “pur non essendo la migliore delle riforme possibili”, abbia comunque “dato una scossa alle politiche per l’occupazione” invitando, tuttavia alla cautela sul tema della flessibilità in uscita e restando in attesa della realizzazione dei decreti attuativi per giudicare l’incisività delle tutele crescenti e degli interventi a sostegno di quanti perdano il lavoro, come bilanciamento di garanzie per il lavoratore.


Al centro del dibattito anche il diritto alla formazione permanente: nel prossimo futuro occorrerà elevare le qualifiche professionali dei lavoratori per aumentare la qualità della produzione e consentire ove necessario le riconversioni aziendali per superare la crisi, oltre a favorire il lavoratore stesso in caso di ricollocamento.


Stefano Tassinari, Vicepresidente Nazionale delle Acli, se da una parte promuove l’ottica di tutela universale in cui è stata declinata la riforma, dall’altra invita il governo a non cadere nell’errore di concepire come unitario il mercato del lavoro italiano. Sul fronte educativo, invece, consiglia una revisione del rapporto scuola-lavoro, perché i giovani vivano la realtà lavorativa come parte integrante di un percorso di vita e non come tappa da raggiungere al compimento del ciclo di studi a cui troppo spesso si giunge impreparati, e sul punto ribadisce: “Occorre concepire la scuola come sistema di istruzione e formazione professionale e non solo per i ragazzi che non riescono a centrare gli obiettivi scolastici”.


Presente all’iniziativa in qualità di relatrice anche Antonella Candiotto, vicepresidente Unindustria Treviso con delega alle relazioni sindacali, che loda il provvedimento in particolare per quanto concerne l’esonero contributivo per 36 mesi alle aziende in caso di assunzione a tempo indeterminato, ricordando come il tasso di disoccupazione per il 2014 su base provinciale si sia attestato sull’8,3%, raddoppiando il dato rispetto a dieci anni fa, ad evidenza della necessità di rivedere le modalità di accesso al mondo delle professioni.


 



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Davide Bellacicco

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