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09 agosto 2022

Cronaca

Covid, incidenza casi gravi doppia in bimbi senza vaccino

Lo studio Iss-Ministero della Salute sui bimbi da 5 a 11 anni

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Covid, incidenza casi gravi doppia in bimbi senza vaccino

ITALIA - Casi gravi di covid più frequenti nei bambini privi di vaccino. Nella fascia dai 5 agli 11 anni l'efficacia del vaccino anti Covid-19 è risultata più bassa rispetto a quella riscontrata negli studi autorizzativi, con una protezione del 29% contro l'infezione e del 41% contro la malattia grave, ma per i non vaccinati l'incidenza delle forme severe della malattia è risultata doppia rispetto a chi aveva fatto le due dosi. Questi i risultati di uno studio dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, pubblicato dalla rivista 'Lancet'.

 

I ricercatori hanno esaminato i dati di oltre un milione di bambini vaccinati con due dosi, 134mila con una dose e 1,8 milioni di non vaccinati. L'efficacia è stata stimata incrociando i dati del Sistema di sorveglianza integrata Covid-19 e quelli dell'anagrafe vaccinale nazionale, prendendo in considerazione tutti i bambini tra i 5 e gli 11 anni che non avevano avuto una diagnosi di infezione precedente seguiti tra il 17 gennaio e il 13 aprile 2022, un periodo caratterizzato dalla dominanza della variante Omicron. Nel periodo considerato sono stati notificati al Sistema di sorveglianza circa 767mila casi nella fascia 5-11 anni.

 

L'incidenza più alta si è avuta nel gruppo dei non vaccinati (426,9 ogni 100mila 'giorni-persona'), e la più bassa nei vaccinati con due dosi (234,5 ogni 100mila giorni-persona). Sempre nel periodo considerato, si sono verificati 644 casi severi di Covid-19, tutti ospedalizzati. Tra questi si sono verificati 15 ricoveri in terapia intensiva e due decessi, solo tra i non vaccinati. L'incidenza di malattia severa è risultata doppia nei non vaccinati (0,6 ogni 100mila giorni-persona contro 0,3). "L'analisi - sottolineano gli autori nell'articolo - si riferisce a uno specifico periodo in cui era predominante la variante Omicron. Anche una protezione moderata ha contribuito in maniera significativa a ridurre gli effetti dell'infezione, soprattutto quelli più gravi, come dimostra la differenza di incidenza dei casi severi nei due gruppi".

 



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