26 gennaio 2020

Conegliano

CURE PALLIATIVE NON SOLO PER I MALATI DI TUMORE

Il nucleo cure palliative progetta di estendere il servizio ad altri malati incurabili

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CONEGLIANO – Aumenta il numero dei pazienti oncologici non curabili che si affida al Nucleo cure palliative dell’Usl 7. Una rete di medici e volontari per accompagnare al fine vita i malati di tumore, aspettando l’hospice e con il progetto di estendere il servizio anche a chi soffre di altre patologie croniche incurabili.

Con un incremento costante del 25-30% ogni anno, aumentano i pazienti oncologici non curabili che si affidano agli operatori del Nucleo cure palliative dell’Usl 7, 300 quelli assistiti nell’ultimo anno, la metà dei malati. Un servizio innovativo che in pochi anni è riuscito a mettere insieme una rete di professionisti e volontari che prende in carico e assiste nel fine vita i pazienti malati di tumore per i quali non c’è più nulla da fare. “Il numero aumenta – spiega il responsabile del Nucleo, Cosimo De Chirico -, perché è migliorata l’attività della rete che consente di intercettare prima il malato che ha bisogno di questo tipo di assistenza. Un risultato possibile grazie all’integrazione delle competenze tra i professionisti - i medici, gli infermieri e gli psicologi – e i volontari – Lilt e Associazione Fiorot -, che consentono di offrire ai pazienti e alle loro famiglie ciò di cui hanno bisogno in un periodo così critico”.

Ottimi risultati ma molto ancora resta da fare, a cominciare dall’estensione della presenza del medico specializzato nelle cure palliative il sabato e durante i festivi e soprattutto con l’hospice: “Poter contare su una struttura come l’hospice è fondamentale per consentire alle famiglie i ricoveri di sollievo e dare al paziente la certezza di essere comunque in un ambiente protetto diverso dall’ospedale. Tutte queste iniziative servono ai pazienti che stiamo assistendo ma servono anche per diffondere la cultura della palliazione e della morte come evento possibile, evento che può anche avvenire nella propria casa”.

Medici ed operatori delle cure palliative si sono riuniti ieri in un convegno al Dina Orsi. Obiettivo dei lavori, trasferire le indicazioni che emergono dalle leggi in materia e trasformarle in programmi assistenziali che potrebbero essere presto estesi anche ad altri malati: “Il nostro obiettivo – conclude De Chirico -, è quello di aumentare il numero dei pazienti oncologici che oggi assistiamo, potenziando il personale e con l’attivazione dell’hospice. Ma intendiamo anche, a breve, estendere questo approccio palliativo ad altri malati cronici, in fase avanzata e non curabili. Pensiamo ad esempio a patologie cardiologiche, respiratorie o a quelle neurologiche come la Sla”.

Milvana Citter

 

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