16 maggio 2021

Treviso

Donata al Museo Bailo l'opera “Il pensieroso” di Arturo Martini

La statuetta sarà il fulcro del nuovo percorso museale con un'area dedicata alle donazioni e alle storie di cui sono portatrici

| Lieta Zanatta |

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| Lieta Zanatta |

La famiglia Bruno Botter con assessore Lavinia Preti e sindaco Mario Conte

TREVISO - «Così piccola, eppure così monumentale!» Non si poteva sintetizzare meglio la bellezza dell'opera Il pensieroso di Arturo Martini. Un'esclamazione proferita da uno dei presenti questa mattina alla cerimonia al Museo Bailo che ha visto la donazione alla città di Treviso della statuetta di terracotta realizzata dal famoso scultore da parte dei nipoti dell'illustre restauratore Mario Botter.

Una piccola ma grande opera d'arte, alta 26 centimetri, che rappresenta un uomo seduto su un masso, coperto per metà da un drappo, le gambe appena divaricate, la mano destra che regge la testa leggermente reclinata e i suoi pesanti pensieri.

La statuetta è cava all'intero ed è segnalata come realizzata in piccola serie, le cui copie sono presenti in collezioni private. In realtà non sono semplici riproduzioni di un calco, ma originali di per sé, in quanto sono state personalizzare da Martini ognuna in maniera differente, rifinite prima della cottura, dipinte o maiolicate, anche da altri decoratori, o trattate a freddo post-cottura. Infatti una di queste “copie” è già presente al Museo Bailo dal 1959 ed è caratterizzata da una traccia di patinatura “verde ossido”. Quella che il museo acquisisce oggi è minuziosamente rifinita da dettagli incisi sulla creta prima dell'essiccazione e il passaggio in forno.

Il pensieroso è stato realizzato nel 1926-27, ma la copia che la famiglia Botter e Bruno regala, ha una storia ricca di significati e di emozioni. Mario Botter, il restauratore a cui Treviso deve la salvezza dei suoi monumenti salvati dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la acquistò direttamente dall'artista e amico Arturo Martini e in seguito la donò come regalo di nozze alla figlia Laura e al genero Fulvio Bruno che si sposarono nel 1959 nella chiesa di Sant'Agnese a Treviso che, destino, è proprio davanti a Museo Bailo.

«Dentro la cavità della statuetta ci sono ancora le annotazioni fatte dal nonno sull'acquisto, e c'è anche un foglio incollato con la sua firma, Mario Botter, perché quando è stata prestata nel 1947 per una mostra, la prima post mortem di Arturo Martini, ne rimarcava la proprietà» ha spiegato Fabio Bruno, che assieme ai fratelli Marco e Francesco ha deciso di donare la preziosa opera d'arte.

«In tutti questi anni Il pensieroso è stato tenuto nella nostra casa, in una nicchia accanto alla finestra» ha proseguito Fabio. «Abbiamo però ritenuto che fosse inutile che la tenesse uno di noi tre. Quindi abbiamo pensato di donarla alla città, così rimaneva nostra e di qualcuno in più. Diciamo che non sappiamo se è un'opera importante o meglio, nessuno di noi ha mai desiderato sapere cosa in realtà rappresentasse o cosa valesse, se fosse stata rilevante o meno nella storia di Arturo Martini. Ma siamo stati subito convinti però che nel donarla alla città, restituiamo anche una sua pagina di storia»

Emozionata l'assessore alla cultura Lavinia Colonna Preti, che ha sottolineato come «Questo dono rappresenti un simbolo particolare, perché è la storia d'amore della famiglia Botter che tanto ha dato alla città di Treviso e che continua e vivrà per sempre all'interno del museo Bailo»

E ha annunciato una novità. «Il pensieroso diventerà il fulcro del progetto portante, il percorso museografico del Museo Bailo. Un contenitore che diventerà sempre più grande, che vuole raccontare, con le donazioni ricevute, altre storie come questa. Perché è un modo di far vivere l'arte e quello che la muove, la passione»

Il sindaco Mario Conte ha invece voluto ricordare come si è arrivati ad avere il Bailo di oggi.

«Accanto a me c'è Vittorio Zanini, che quando era assessore alla cultura iniziò il progetto del restauro del Bailo alla ricerca di fondi, tanto da reperire 5 milioni di euro. Questa amministrazione ne aggiunge altri 3 milioni e mezzo. In totale otto milioni e mezzo per riqualificare il complesso museale che una volta ultimato sarà a livello nazionale e internazionale. Finalmente anche Treviso avrà un polo museale così di qualità, così pieno di contenuti, così pieno di arte, così pieno di emozioni»

In memoria di Fulvio Bruno e Laura Botter, a ricordo della loro passione per l'Arte e il Bello.

 


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Lieta Zanatta

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