21 febbraio 2020

Nord-Est

"Halloween? C’era già in Veneto"

Zaia: "Nei secoli scorsi si usava intagliare le zucche per inserirci all’interno delle candele"

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Halloween, una festa che ogni anno porta con sé una ventata di polemiche e dibattiti, tra chi è d’accordo per i festeggiamenti e chi adduce che non faccia parte della tradizione veneta. Sull’argomento è intervenuto perfino il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, in un post su Facebook che ha portato luce sulla questione. Halloween in Veneto c'era già, i bambini intagliavano le zucche e facevano scherzi, passavano di casa in casa a chiedere castagne e frutta secca invece dei dolci.

 

“I più piccoli oggi festeggiano #Halloween, ma sarebbe bello che conoscessero anche l'antico rito veneto delle LUMERE-ha dichiarato il presidente-In questo periodo dell’anno, in Veneto, le zucche sono da sempre protagoniste della tradizione culinaria e identitaria. Già nei secoli scorsi si usava intagliarle per inserirci all’interno delle candele; venivano quindi esposte nei davanzali o lungo i fossi e prendevano il nome di "SUCHE BARUCHE" o "LUMERE.

 

Le zucche servivano ad illuminare la strada alle anime dei cari defunti, ma anche a spaesare quelle dei morti più dispettosi. La sera, i ragazzi si divertivano ad andare in giro con queste zucche per spaventare i passanti soprattutto nei pressi dei cimiteri; poi andavano di casa in casa a chiedere frutta secca, nocciole e castagne.In ogni famiglia, inoltre, si preparava "IL PIATTO DEI MORTI" con castagne, dolci, marroni, fave, e lo si lasciava sul tavolo o sui davanzali come dono per le anime.Raccontate questo ai piccoli, è un patrimonio di identità, cultura e tradizione che non va perduto"

 

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