30 maggio 2020

Kosovo, un monito per l'Europa

Categoria: Notizie e politica -

immagine dell'autore

Francesca Salvador | commenti |

Presso la Biblioteca Civica di Vittorio Veneto

(Ceneda)

venerdì 25 settembre ore 20.30

Incontro con lo scrittore Giorgio Da Gai, autore del libro

 

Kosovo, un monito per l'Europa

 

Moderatore Prof. Guglielmo Cevolin

Università di Udine e Presidente di Historia – Limes Club di Pordenone

 

La storia dei Balcani e del Kosovo è stata lo spunto per una serie di riflessioni, che vanno oltre l’area balcanica, coinvolgono l’Europa intera e gli attuali equilibri geopolitici. Il Kosovo, come capitolo del dramma balcanico, una miscela esplosiva di odio etnico-religioso e di nazionalismo totalitario: dalla dominazione turca alla dissoluzione della Jugoslavia, compreso il dramma delle “foibe”, che per decenni è stato rimosso dalla nostra memoria storica.

 

Viviamo nell’illusione che la pace e il benessere di cui godiamo siano condizioni immutabili, convinti che la miseria e la guerra appartengano al passato o ad altri Paesi.

Purtroppo non è così. Globalizzazione (che induce crisi politiche, sociali, economiche) e progressiva islamizzazione del nostro continente sono i principali pericoli di oggi .

 

Lo studioso Giorgio Da Gai parte dalla vicenda Kosovo, successiva alla dissoluzione della Jugoslavia post-titina, perché lì, sostiene, incominciano ad avvertirsi le falle in un sistema che credeva di aver vinto dopo l’implosione del comunismo in Unione Sovietica e negli altri paesi dell’Est europeo, e che invece denuncia tanti limiti.

 

Il Kosovo, come guerra “umanitaria” quindi ipocrita. Infatti, tutte le guerre “umanitarie” che l’Occidente (Stati Uniti e Unione Europea) combatte e le pressioni politiche che lo stesso esercita, sono rivolti alla tutela di precisi interessi politici o al rovesciamento di governi che non si piegano all’egemonia occidentale.

 

Il Kosovo e tutta la tragedia balcanica, rappresentano un monito per l’Europa, che potrebbero dissolversi per effetto dell’islamizzazione e della globalizzazione. Ma non dobbiamo temere la fine di questa Europa, asservita alle oligarchie politico-finanziarie (la Troika e le banche), complice della politica imperialista degli Stati Uniti; ma sperare nella nascita di una nuova Europa, federalista, rispettosa dei valori tradizionali legata a un modello economico alternativo a quello neoliberista.

 

Un Europa che guardi al mondo slavo-ortodosso come principale alleato e partner commerciale. Nascerà l’Eurasia?

 

Giorgio Da Gai è nato a Conegliano (Tv) si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università’ di Padova. Opinionista del periodico Il Piave, collabora con l’Associazione Historia Gruppo Studi Storici e Sociali Pordenone.



Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×