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25 gennaio 2022

Nord-Est

Marco Tagliaro, l'ultimo “vedutista” della tradizione pittorica veneta

Una doppia mostra a Stra dell'artista che tanto ha vissuto a Combai nel trevigiano da vedere nel weekend

| Lieta Zanatta |

| Lieta Zanatta |

Marco Tagliaro

STRA (Venezia) - Se c'è un territorio che ha prodotto e continua a dare i natali ad artisti che primeggiano in ogni campo è proprio il Veneto. Una terra generosa che esprime da secoli colori tenui e cieli rosati che campeggiano nelle opere dei vedutisti come Francesco Guardi e il Canaletto. Tra i contemporanei che hanno raccolto il loro testimone c'è Marco Tagliaro, artista che a Stra ha una doppia esposizione, “Villa Pisani nel paesaggio veneto” e “Claritas. Luci e colori della Riviera del Brenta”, da non mancare di vedere in questo weekend nelle sedi di Villa Pisani e di Villa Loredan, prestigiosi manufatti che si guardano al di qua e al di là del fiume Brenta. Luoghi deputati ad ospitare un lavoro tematico che ha visto Tagliaro lavorare un anno intero a riprendere en plein air proprio le ville venete incastonate sulla via d'acqua che congiunge Venezia a Padova.

(Mirano, Villa Grimani)

Acquerelli, oli, chine ed incisioni, passati e recenti, che catturano l'anima dell'osservatore per la soavità e poesia che Tagliaro riesce a cogliere nei più significativi scorci e manufatti del territorio, con quel tocco che lo contraddistingue perché lui è ammaliato dalla sua terra, dalla inesauribile bellezza che lo circonda. A Villa Pisani ci sono tre sale al piano terra che propongono sessantasei lavori lavori fatti nel corso dei sessanta anni che danno modo di constatare i cambiamenti intervenuti nel tempo nel paesaggio avendo come termine di paragone proprio gli edifici più caratteristici dell'architettura veneta. La curatela di Gianna Marcato, una critica d'arte appassionata da sempre ai lavori di Tagliaro, ha voluto iniziare la mostra con un'opera fatta a china del 1959 che riproduce l'interno di Santi Giovanni e Paolo a Venezia per finire con le immagini ad acquerello di Villa Pisani realizzate quest'anno. Nel mezzo le immagini di Mirano, Cittadella, Valsana, Miane, Feltre, Follina, Bassano e molte altre cittadine venete. Nella mostra di Villa Loredan, curata da Luciana Sidari, c'è invece un corpus di 25 acquerelli realizzati negli ultimi mesi con le immagini delle Ville sulla Riviera del Brenta da Malcontenta fino a Stra, realizzate proprio durante il periodo del Covid.

(Miane, Valsana vista da Combai)

A scorrere le opere si scopre che Marco Tagliaro non è un mero vedutista. Tutt'altro. L'immagine principale che riprende di una facciata monumentale viene accompagnata con importanza dalla cura di particolari che lo colpiscono. Possono essere la crepa di un marmo, una pianta che vive a dispetto di tutto tra gli interstizi di mattoni, un gradino slabbrato, ciuffi d'erba diversi dagli altri in un prato, i coppi sbeccati di un tetto, i ghirigori di una cancellata, una farfalla appoggiata su un filo d'erba. “Ho un difetto - dice Marco – mi innamoro del piccolo”. Lo stesso difetto che ha animato alcuni maestri del Rinascimento italiano da cui è ispirato, che propongono nei loro sfondi paesaggi dai sensibili particolari. Ha una caratteristica Marco: la sua pittura riesce a suscitare in noi il senso velatamente malinconico, fatale, del tempo che passa, che agisce inesorabile sui manufatti realizzati dall'uomo.

(Bassano, Guardando Porta Dieda)

Nei suoi lavori non solo ville e paesaggi. Gli esseri umani che si palesano nelle sue creazioni sono immoti, pure se presi dal quotidiano, colti in flagranza dalla luce del giorno. Risaltano nel contraltare delle ombre che definiscono le ore della giornata. Una luminosità che indugia pigra sopra il tutto e copre leggera un'istantanea di vita per consegnarcela imperitura. Opere che fanno di Marco Tagliaro, “malato di bellezza, un affascinante poeta della pittura tonale veneta.

Chi è Marco Tagliaro

Marco Tagliaro è nato nel 1942 a Mirano in provincia di Venezia. Il suo vagare alla ricerca di ispirazioni artistiche lo ha portato nel 1967 a Combai, nel trevigiano, un luogo che diventerà il suo buen retiro al ritorno di ogni viaggio fatto nel Mediterraneo, oltremare negli Usa, in America Latina, in India e in Thailandia, terra quest'ultima che diventa negli anni la sua terza meta dopo quella di Cefalù e Alicudi. E' proprio in quest'isola che dipinge uno dei suoi capolavori, Il mare di spalle, un lavoro che lo tiene impegnato in uno studio lungo dieci anni, documentato da innumerevoli dipinti, disegni e schizzi. Altro suo capolavoro è La raccolta delle mele del 1995, anch'esso frutto di quattro anni di studi minuziosi. Il suo vedutismo cattura le immagini di cittadine come Feltre, Pieve di Soligo, Bassano, Maser, Cornuda e, ogni volta, la sua Mirano. La sua sensibilità lo portato ad avvicinarsi di volta in volta a temi come i ritratti, i fiori o la frutta, valorizzati in piccole preziose mostre sparse nel Veneto. Il suo penultimo lavoro lo ha invece visto nella casa di riposo di Mirano, dove ora risiede stabilmente, a catturare le immagini degli ospiti in un doppio lavoro con il fotografo Paolo Cusenza. Tutte caratteristiche e un vissuto artistico che fanno di Marco Tagliaro un pittore legato indissolubilmente alla grande tradizione pittorica veneta.

(Miane, Valsana vista da Combai, particolare)

Orari: 10.00 - 12.30 / 15.00 - 18.00

Tel. 3317371174

 


| modificato il:

Lieta Zanatta

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