22 febbraio 2020

Treviso

"Pronto a morire di fame se non verranno trovati i soldi per assistere i malati gravi"

Paolo Ravasin porterà avanti lo sciopero della fame, della sete e delle medicine sino a quando non verranno ripristinati i fondi

Mauro Favaro | commenti |

Mauro Favaro | commenti |

TREVISO – “Sono pronto a fare lo sciopero totale della fame. Comincerò a non mangiare, a non bere e a non prendere medicine se il governo non troverà subito i soldi per l'assistenza a tutti i malati gravi e gravissimi, non solo per quelli con la sclerosi laterale amiotrofica, che vivono in casa”. E' durissimo l'ultimatum lanciato, con la consueta fatica, da Paolo Ravasin, colpito dalla Sla e da 8 anni costretto a respirare con l'aiuto di un sondino in un letto della casa di cura Villa delle magnolie di Monastier.

 

Comincerò a non mangiare, a non bere e a non prendere medicine se il governo non troverà subito i soldi per l'assistenza di tutti i malati gravi e gravissimi

 

Come mai si è arrivati a tanto? Perché qualche giorno fa il presidente Monti e il ministro Grilli, nonostante i tentativi dei ministri Fornero e Balduzzi, hanno risposto picche allo stanziamento di altri soldi da destinare alle famiglie alle prese con una persona colpita da patologie neurodegenerative progressive. Tanto da spingere il ministro del Lavoro a versare nuove lacrime. In barba alle richieste del comitato “16 novembre” che conta l'adesione di un centinaio di disabili gravi, tra cui lo stesso Ravasin, ora pronti a tentare il tutto per tutto se entro il 20 novembre il governo non darà una risposta sulla questione dei fondi per l'assistenza.

 

“Se a quella data non ci sarà niente di nuovo darò il via allo sciopero totale della fame, come socio del comitato e più che mai convinto anche a livello privato che serva una cosa drastica – mette in chiaro dal suo letto di Monastier – sono sicuro che finché non ci scappa il morto il governo non si muoverà”. Da qui la decisione di tentare il tutto per tutto. Perché di questo si tratta, visto che il rifiuto di cibo e acqua, e in particolare di medicinali, potrebbe subito mettere a repentaglio la vita di Paolo Ravasin. Ma lui non sembra curarsene troppo ed è più che mai determinato.

 

Sono sicuro che finché non ci scappa il morto il governo non si muoverà

 

“Chiediamo il ripristino del fondo della non autosufficienza per un importo non inferiore a 600 milioni, l'impegno del governo a incanalare con decreto 500 milioni per le patologie gravemente invalidanti – mette in chiaro il comitato “16 novembre”, guidato da Salvatore Usala – e l'erogazione di un contributo annuo di 20 mila euro per ogni persona portatrice di malattia neutodegenerativa progressiva, con tracheostomia, in ventilazione meccanica 24 ore su 24, tetraparesi con allettamento e casi di coma bisognosi di assistenza h24”. L'unica cosa certa è che bisogna fare in fretta.

 



Mauro Favaro

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