29 marzo 2020

Nord-Est

"Pedofilia, può dipendere da una patologia neurologica o da danni cerebrali": la ricerca

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Alcuni pedofili potrebbero soffrire di una patologia neurologica o di un danno cerebrale. Lo rileva un gruppo di ricercatori dell'Università di Padova, guidato dal prof. Andrea Camperio Ciani che ha pubblicato sul 'Journal of Law and Psychiatry' una ricerca sulla pedofilia "acquisita". Analizzando retrospettivamente alcuni casi internazionali di pedofili trattati nella letteratura scientifica, e 66 casi italiani di pedofilia, i ricercatori hanno trovato prove a favore dell'ipotesi che un significativo numero di questi reati potrebbe essere stato commesso da un individuo affetto da una patologia neurologica.

 

Il comportamento pedofilico potrebbe quindi essere una diretta conseguenza di questa patologia. Demenza frontotemporale, tumori alla base del cranio, ictus nella regione orbito-frontale della corteccia, tra gli altri, potrebbero tutti ridurre quello che viene chiamato controllo degli impulsi (inibizione), causando l'incapacità di riconoscere correttamente il potenziale partner sessuale, e portandolo quindi a sviluppare comportamenti sessuali devianti nei confronti dei minori. "In questo studio abbiamo evidenziato delle peculiari caratteristiche nel modus operandi dei trasgressori sessuali - spiega l'autrice della ricerca dott.ssa Cristina Scarpazza -, un pattern comportamentale che differenzia i soggetti che sono potenzialmente affetti da patologie neurologiche, dai criminali veri e propri: ad esempio, i primi non mostrano il tipico comportamento predatorio dei pedofili classici, non premeditano e pianificano i reati sessuali che commettono e non scelgono selettivamente le loro vittime. Questa ricerca non intende in alcun modo assolvere o giustificare i molestatori di bambini, ma quello di offrire un

 un criminale pedofilo, da un individuo affetto da una patologia neurologica che lo porta a mettere in atto comportamenti che non è in grado di controllare".

 

"L'identificazione di queste persone - spiega Ciani - come 'pedofili acquisiti", in contrapposizione ai pedofili classici, potrebbe rivelarsi importante per varie motivazioni. Ad esempio, se a causare il comportamento pedofilico fosse un tumore al cervello, rimuoverlo chirurgicamente avrebbe come conseguenza anche la sua cessazione. Quest'argomentazione assume notevole rilevanza nel momento in cui suggerisce che il trattamento di questi soggetti potrebbe rappresentare una forma di prevenzione rispetto alla possibile reiterazione di questi reati e il conseguente coinvolgimento di vittime innocenti. A causa della loro difficoltà a inibire gli impulsi, questi individui non sono pienamente in grado di controllare le loro azioni e, quindi, la considerazione di questa condizione come una vera e propria malattia diventa (in alcuni casi) un argomento possibile e pertinente anche a livello legale. Queste persone, rappresentando solo una piccola parte dei pedofili, sono a tutti gli effetti pazienti neurologici e dovrebbero essere adeguatamente trattati per la loro patologia cerebrale".

 

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