18 aprile 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Piscina chiusa da troppo tempo: pericolo di problemi sociali

Nonostante i protocolli, il fermo non sembra avere una fine

| Tiziana Benincà |

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| Tiziana Benincà |

piscina la nostra famiglia barbisano

PIEVE DI SOLIGO - Il desiderio di rimanere a galla c’è, ma anche quello di nuotare rimane più forte che mai. Le piscine dall’ultima settimana di ottobre sono nuovamente chiuse, dopo i mesi di fermo da marzo a giugno 2020.

Riprese le attività in estate con tutte le precauzioni e seguendo molto rigidamente i protocolli, si sono ritrovate a chiudere nuovamente nonostante non si fossero registrati focolai.

“Noi avevamo seguito i protocolli e li avevamo inaspriti ulteriormente per avere un posto totalmente sicuro.” commenta Gianluca Amistani, direttore della piscina de La Nostra Famiglia gestita dall’ASD Viribus Unitis “Purtroppo si tratta di un grosso problema a livello sociale, visto che il nuoto era un vero e proprio farmaco per persone con disabilità che seguivano delle attività individuali personalizzate e ad oggi non ci è dato sapere se e quando potranno riprendere.”

Le categorie più a rischio risultano essere infatti i disabili, gli anziani che invece avrebbero bisogno di un’attività fisica costante e programmata ed i bambini, che oltre la scuola non hanno alcun momento sociale.

“Tutti noi dobbiamo capire quanto sia grave la situazione.” continua Gianluca Amistani “L’attività sportiva però per le categorie fragili è fondamentale e si dovrebbero trovare delle soluzioni per permettere a queste persone di avere nuovamente accesso all’attività motoria preventiva. Grazie ad essa, infatti, si previene l’insorgere di patologie che a lungo termine rischiano di essere invalidanti.”

Le attività agonistiche sono riprese a febbraio, con la consapevolezza di lavorare in perdita visto il numero limitato di accessi, ma con il desiderio di venire incontro ai ragazzi permettendo loro di tornare a praticare dello sport.

Non ci resta che sperare in qualche nuova disposizione che permetta, seppur con linee guida molto rigide, almeno alle categorie più fragili di riprendere l’attività sportiva, ma ad oggi tutto tace.

 


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Tiziana Benincà

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