10 agosto 2020

Montebelluna

Una moltitudine silenziosa e commossa ha salutato per l’ultima volta Vittoria

Una cerimonia composta e toccante quella celebrata questa sera a Maser per la giovanissima Vittoria

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Vittoria de paoli

MASER - “Ci piace pensare che un soffio di vento, sia una tua amorevole carezza". In moltissimi a salutare per l'ultima volta Vittoria De Paoli, molti di più delle sedie preparate, molti in piedi e ancora di più all'esterno dei cancelli e nella casetta degli Alpini. Una folla silenziosa, che ha assistito ad una cerimonia sobria e partecipata, in modo rispettoso.

"Difficile dire grazie, quando sei davanti ad un corpo senza vita": ha detto Don Fabio, ex parroco di Crespignaga, che ha concelebrato. Anche le stesse letture scelte dalla famiglia per l'ultimo saluto sono state l'emblema di quell'incredulità che accompagna l'ultimo saluto ad una vita così giovane. "Difficile trovare speranza, alzare la testa, ragionare: arriva la fede che ci aiuta a pensare non ad una porta sbarrata ma aperta, anche se non vediamo oltre, che ci aiuta a scegliere la speranza e non la disperazione".

Difficile salutare un corpo che si è toccato, abbracciato, amato, con la consapevolezza che non lo si vedrà più. Non potevano mancare i saluti delle amiche, le "fantastiche quattro", gli amici, i compagni della IB classico, il quartiere, gli insegnanti. Parole sobrie a raccontare frammenti di vita fatta di amicizia, di musica, tentativi di fare yoga, ricordi condivisi, passeggiate a Montebelluna. Parole che gli amici pensavano di dire di persona e non di dover scrivere, ricordi che parlano di una persona sorridente, determinata e con tanta voglia di vivere.

"Ugo Foscolo diceva" hanno ricordato le amiche "che non si muore se c'è qualcuno che ti ricorda". Tra gli amici, per l'ultimo saluto anche l'amato Red Doctor, anche lui docile e riverente, che ha scortato la bara bianca, intarsiata e coperta di fiori. Sopra la sua coperta, con ricamato in rosso il nome Vittoria. "Ciò che apparentemente resta di una persona è il nome" ha concluso nell'omelia Don Fabio "ma è solo una partenza".

E così gli amici hanno affidato l'ultimo saluto ad una canzone cantata da Vittoria e alle foto, simbolicamente portate in cielo da palloncini. Hanno concelebrato oltre a Don Fabio e Don Carlo, attuale parroco di Crespignaga, Don Romeo Penon, parroco di San Pietro di Barbozza, paese dell'amico con cui viaggiava, Don Paolo il suo insegnante di religione e parroco di Signoressa e Musano e il Vicario permanente e insegnante, Alessandro Zorzi. Parole di perdono per l’amico ancora in ospedale e di pace per tutti i presenti.

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Maria Elena Tonin

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