28 gennaio 2020

Francesca & Hachiko

Categoria: Altro - Tags: Hachiko, Francesca, Multisala Verdi, Cinemotion

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Emanuela Da Ros | commenti |

1° sms. - Cinema alle 17.15?

2° sms. - Sì. Ci vediamo là.

160 caratteri possono bastare, a darsi un appuntamento. Non a gestire una programmazione. E così Francesca (il sms n° 2 era il suo), alle 17, in coda alla cassa del Multisala Verdi, colpita da un dubbio a ciel sereno-si-fa-per-dire, mi manda un nuovo messaggio:

3° sms. - Vediamo Il Riccio, vero?

4° sms. - Nooooooooo!

Segue telefonata (mia), a cui Francesca risponde più o meno (uso il discorso indiretto così faccio prima) che non credeva...ma dai!... che io la volessi portare a vedere Hachiko con Richard Gere. La rassicuro che sì, che era proprio quello che intendevo fare perché avevo una gran voglia di piangere.

Ora, di fronte a un'intenzione così melò, voi come avreste reagito? pensateci su... trenta secondi...il tempo di raccontarvi come ha reagito Francesca.

Francesa ha chiuso la telefonata, si è rimessa in coda alla cassa, ha preso due biglietti per la sala 2 e ha aspettato, paziente (al solito), che io arrivassi all'appuntamento trafelata con i consueti due minuti di ritardo canonici che - se non faceva lei la fila alla cassa - hai voglia che ci vedevamo il film. Poi - in una conversazione che è un manuale di sintesi (in tre minuti al massimo, raggiungendo sala e posti numerati e salutando pure Elisa, ci siamo raccontate cosa abbiamo fatto negli ultimi 15 giorni) - Francesca ha aggiunto:

- Guarda che te l'ho portato.

- Ah! sì...cosa?

- Un pezzo del muro di Berlino. Sai che a Natale ci sono tornata...per la quarta volta...credo. E ti ricordi che quando ti ho detto che sarei partita mi hai chiesto di portarti un pezzetto di muro...be': io te l'ho portato. Solo che non ce l'ho qui...perché sono uscita di corsa, ma domani te lo faccio avere.

Ora (i trenta secondi sono passati) non so come avreste reagito voi a quella sciocca dichiarazione d'intenti di cui sopra, ma Francesca mi ha portato un pezzetto di muro!

E se un'amica ti porta un pezzo di muro, ti ha portato le fondamenta. Di qualcosa che cresce per forza. E un pezzo di muro, in questo caso, non è qualcosa che divide, delimita, limita. E' qualcosa che cementa, unisce, calcifica. Un'amicizia. Di quelle vere, di quelle storiche.

Per la cronaca, poi: Hacihiko era davvero un melò strappalacrimecopiose; in sala 2 , oltre alla colonna sonora di pianoforte e archi e singhiozzi (pure e io e Franci abbiamo contribuito, ovvio) c'è stato un gran sventagliare di kleenex; Richard Gere (scopabile al punto giusto, cioè all'infinito) è uscito di scena quando sono finiti i soldi per il suo cachet; la protagonista femminile era meno espressiva e affettuosa e sensuale del cane; la fotografia faceva pietas.

Ma Francesca mi ha dato un'emozione senza millimetri. E io glielo dico qui. Senza sapere nemmeno se mi leggerà.

 

 

 

 



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