25 febbraio 2020

Treviso

Gentilini candidato sindaco della Lega Nord

Federico Caner: "Per lui c'è stato un vero e proprio plebiscito"

Mauro Favaro | commenti | (2) |

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Giancarlo Gentilini

TREVISO – Adesso è ufficiale. E' Giancarlo Gentilini il candidato sindaco della Lega per le elezioni comunali di Treviso che si terranno nella prossima primavera. La conferma di una scelta che per la verità era nell'aria da tempo è arrivata ieri sera dopo l'attesa riunione nella sede del K3 della circoscrizione di Treviso. Al momento manca ancora il via libera della segreteria provinciale. Cioè di Giorgio Granello. Ma la cosa sembra solo una formalità.

 

Alea iacta est, insomma. Ora non resta che decidere chi sarà l'eventuale vice, tenendo sott'occhio la possibile alleanza con il Pdl, auspicata da Giorgio Granello ma guardata con più di qualche sospetto dallo stesso Gentilini. Il nome più probabile, dopo la definitiva uscita di Federico Caner dal toto-candidati, a quanto pare perché destinato a correre alle elezioni politiche che si terranno sempre nella prossima primavera, è Sandro Zampese. L'attuale capogruppo della Lega a palazzo dei Trecento, però, ieri non si è sbottonato.

 

Sulla candidatura di Giancarlo Gentilini c'è stato un vero e proprio plebiscito

 

A parlare, per tutti, è stato il vice di Maroni. “Gentilini è stato di fatto acclamato dalla base – ha spiegato Federico Caner appena uscito dalla riunione, forse più sollevato che entusiasta – sulla sua candidatura c'è stato un plebiscito”. Riconferma a furor di popolo annunciata anche nei precedenti incontri informali del Carroccio di Treviso. E soprattutto posta come un aut aut dallo stesso Sceriffo solo qualche giorno fa. “Mi sono rotto di fare il vice – ha scandito nell'atrio di Ca' Sugana – la salute tiene e la testa pure, così ho decido di annunciare che mi ricandiderò: non ho più intenzione di fare il secondo di nessuno”.

 

Io non sono secondo a nessuno: o corro per diventare sindaco oppure qui vanno tutti a casa

 

Detto fatto. Anche perché Gentilini era stato chiarissimo. “O faccio il sindaco – ha aggiunto – oppure qui vanno tutti a casa”. Parole che hanno indispettito non poco Granello. Ma alla fine la base ha dato la sua benedizione. Il tutto in barba alla carta d'identità che dice che in caso di elezione l'attuale vice di Gian Paolo Gobbo, sindaco che sta per finire il secondo mandato e non più candidabile, inizierebbe a fare il primo cittadino all'età di 83 anni e lascerebbe il posto all'età di 88 anni. Ammesso che si fermi. “Perché dovrebbero essere troppi i miei anni – si è sempre chiesto lui – e non quelli di Napolitano per fare il presidente della Repubblica?”.

 

Così lo Sceriffo torna a correre per la poltrona più alta di Ca' Sugana. Quella conquistata per la prima volta il 5 dicembre dell'ormai lontano 1994 contro Aldo Tognana. E riconquistata subito dopo, nel 1998, battendo al ballottaggio Domenico Luciani. Prima di cedere lo scranno a Gian Paolo Gobbo, nel 2003, e accomodarsi sulla seggiola di vice. Sino ad oggi. Ma questa, non lo ha mai nascosto, con il passare del tempo gli è andata sempre più stretta.

 



Mauro Favaro

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