04 dicembre 2020

E perchè no? Viva l'Italia!

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Alberta Bellussi | commenti |

padiglione Italia

E perché no!  Viva l’Italia.

Caro signor Roberto riporto una sua frase di commento  al mio articolo sull’Expo che è stato un po’ il quesito che ho portato con me “un conto è l'entusiasmo, un conto applaudire tutto e tutti senza senso critico, a comando, come in certi film dove gli alieni si sono impadroniti delle menti di quasi tutti, salvo qualche superstite che ancora usa la sua testa..... mi vanto di essere fra questi, modestamente”. E siccome anch’io mi vanto di appartenere ai superstiti di cui lei parla,  all’Expo mi sono fatta due giorni assieme ad un gruppo di 11 amici con formazioni professionali, bagagli culturali ed età  diverse,  proprio perché mi piace andare oltre la superficialità che la realtà contemporanea offre  e confrontarmi  con altre teste e altri occhi che vedono spunti che magari io non  ho colto. Dopo questa premessa il mio entusiasmo per l’Expo di Milano è ancora più forte di quando avevo scritto quel pezzo con la positiva incoscienza di chi vede comunque nelle cose nuove del bello e ha voglia di sapere e capire e di cercare sempre di andare oltre.

Ho visto in quel decumano e in quel cardo non dei capannoni sterili ma il mondo in poco spazio e l’opportunità di avvicinarmi ,  anche solo per  pochi minuti, a culture, popoli, messaggi, tradizioni, genialità modernissime e di assaggiare cibi di cucine a me già note o meno. Ho potuto parlare con persone di tutte le razze e chiedere loro le mie curiosità. E ho visto, anche, delle opere molto belle a livello architettonico frutto di studi di progettazione importanti e famosi in tutto il mondo, cosa non da sottovalutare per chi ama anche osservare questo aspetto della realtà. A parte le code normali in un evento del genere ho usato servizi moderni e visto pulizia.

Ho vissuto i giorni di Expo, come spesso faccio nella mia vita, come un’esperienza per stimolare  tutti i sensi e tutti i miei sensi  devo dire che sono rimasti soddisfatti; suoni, musiche delle più particolari; immagini e video bellissimi; sapori, profumi e odori di mondi lontani.

E proprio a dispetto di chi ha sempre un atteggiamento critico, a priori, di tutto ciò che accade in Italia, io devo dire che ritengo che il nostro stato in questa esposizione ne esca con una bellissima faccia di cui io mi sento orgogliosa; lasciando da parte lo sporco che ci può essere dietro appalti così accattivanti per somme di denaro sia in Italia che all’estero comunque, non santifichiamo sempre ciò che non è italiano perché ognuno ha i suoi scheletri.  L’Italia ha tanto di bello e di buono ma molto stesso i peggiori nemici dell’Italia sono gli Italiani stessi ed il loro atteggiamento distruttivo e critico sempre e comunque. Io non amo questo approccio alla vita.

Quando entri nel padiglione Italia e attraversi le sale la vista  dei paesaggi sia naturali  che antropici che ci appartengono fanno salire il nodo alla gola dall’emozione che suscitano; in pochi minuti mare, montagna, collina, fiumi, laghi e opere architettoniche anche di piccoli paesini che lasciano basito anche l’animo più algido.

Il messaggio però che più di tutto mi porto dentro,  che mi appartiene per sensibilità personale, e che dovrebbe far riflettere tutti è la preoccupazione per il nostro Pianeta e per la scarsità delle risorse di cui disponiamo.

Oggi quasi un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile, un miliardo di persone soffre la fame e due miliardi e mezzo di persone non hanno accesso alle forme moderne di energia. Queste sfide si intensificheranno in futuro. La Fao stima un aumento del 60 % nella domanda alimentare entro il 2050. La crescita demografica, lo sviluppo economico e il cambiamento climatico accelereranno la concorrenza per il cibo, l'acqua e l'energia. Questa pressione sulle risorse crea preoccupazioni crescenti per quanto riguarda la disponibilità, l'accessibilità, la distribuzione e la sostenibilità di acqua, cibo ed energia per tutti . L'uso efficiente di queste risorse naturali, che concorrono alla produzione di cibo, viene riconosciuto come un primo passo per cercare di combattere la povertà  anche e soprattutto grazie alla promozione di uno sviluppo economico e sociale sostenibile.

Expo 2015 è la prima Esposizione universale che si pone un tema di solidarietà mondiale e diventa portatrice del messaggio che il progresso e lo sviluppo sostenibile devono riguardare l’intera comunità mondiale, non solo una parte di essa che supera la dicotomia tra paesi donatori e Paesi beneficiari, nel coinvolgimento paritario di tutti i paesi che concorrono alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Ecco signor Roberto,

' io ho portato a casa, nel mio bagaglio culturale, emotivo e esperienziale, tutte queste conoscenze e spunti; ritengo che  gli italiani dovrebbero regalarsi l’esperienza  di una visita a questa grande opportunità che l’Italia ci ha dato.

In autunno ci tornerò, magari con compagni di viaggio diversi, per fare quelle esperienze che il poco tempo a disposizione non mi ha permesso di fare e per tornare a regalare alla mia mente curiosa nuove emozioni; magari ci torna anche lei e poi mi racconterà.

E perché no Viva l ‘Italia.

 



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