06 giugno 2020

Piave e Colline del Prosecco presentano la candidatura all’Unesco

- Tags: piave, Unesco, prosecco

immagine dell'autore

Alberta Bellussi | commenti |

prosecco

Piave e Colline del Prosecco presentano la candidatura   all’Unesco

In questa estate Veneta due siti hanno formalizzato la loro candidatura all’Unesco per essere riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Questi sono:

1-La valle del Piave che si candida a Paesaggio Culturale Patrimonio dell’Umanità.

La motivazione della candidatura come si legge nella relazione è la seguente:

 “il Piave ha un’unicità culturale, dettata da due condizioni che si intrecciano nel corso dei secoli. Dapprima, infatti, esso ha rappresentato il luogo di passaggio nord-sud privilegiato per lo spostamento dei popoli indoeuropei, i quali cercano nel clima mediterraneo un habitat naturale migliore che permettesse loro di cacciare e quindi di sopravvivere. Tale passaggio ha lasciato una serie di testimonianze archeologiche, costituite da santuari, ad esempio quelli presenti nelle zone del Monte Calvario e di Lagoie, e ad alcuni ritrovamenti importanti come l’uomo di Mondeval ( 7000 anni fa) e l’uomo di Val Rosna (14.000 anni fa).

In secondo luogo il Piave è stato il fiume che, nel corso dei secoli, ha dato un contributo sostanziale nel rendere Venezia una potenza economica mondiale. Esso infatti, non ha fornito Venezia solo di materie prime, ma anche di professioni e di professionalità. Queste ultime hanno lasciato sulle rive del Piave un insieme di opere d’arte e di segni culturali, che si sono incastonati nel Paesaggio come le gemme di uno scettro, dando vita ad un unicum irripetibile, in cui si fondono caratteristiche climatiche e paesaggistiche, generate dall’unione  tra il blocco artico e il blocco mediterraneo e rilevantissime evidenze storiche. (tratto dalla relazione per la candidatura).

 

2-Le terre delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene (terre del Prosecco Superiore) si candidano a Patrimonio Universale dell’Umanità.

“è la candidatura di un territorio  che racchiude la storia, la cultura e l’identità di un’intera regione. Plasmata nei secoli dalla fatica “eroica” dei viticoltori; le colline dell’Alta Marca sono la culla e il simbolo stesso del lavoro dei Veneti. Sfogliando le pagine di questo Atlante, si percepisce tutta la straordinarietà di un paesaggio rurale, scandito da terrazzi, filari, borghi e casolari, che parla dell’intimo legame tra generosità della terra e lavoro sapiente dell’uomo.

E’ proprio per questa unicità – che si eleva a simbolo stesso del rapporto tra uomo e ambiente, tra natura e cultura – che la Regione Veneto ha deciso di candidare le Colline del Prosecco a patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco”. (Tratto comunicato stampa della Regione Veneto)

Ma cosa fa l’Unesco?

Una delle missioni principali dell’UNESCO consiste nell’ identificazione, nella protezione e nella tutela e nella trasmissione alle generazioni future dei patrimoni culturali e naturali di tutto il mondo. Sulla base di un trattato internazionale conosciuto come Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale, culturale e naturale, adottato nel 1972, l’UNESCO ha finora riconosciuto un totale di 1001 siti (777 beni culturali, 194 naturali e 30 misti) presenti in 161 Paesi del mondo. Attualmente l'Italia è la nazione che detiene il maggior numero di siti (50) inclusi nella lista dei patrimoni dell'umanità.

Secondo la Convenzione, per patrimonio culturale si intende un monumento, un gruppo di edifici o un sito di valore storico, estetico, archeologico, scientifico, etnologico o antropologico. Il patrimonio naturale, invece, indica rilevanti caratteristiche fisiche, biologiche e geologiche, nonché l'habitat di specie animali e vegetali in pericolo e aree di particolare valore scientifico ed estetico. Il Patrimonio rappresenta l’eredità del passato di cui noi oggi beneficiamo e che trasmettiamo alle generazioni future. I siti del Patrimonio Mondiale appartengono a tutte le popolazioni del mondo, al di là dei territori nei quali esse sono collocati.

Quali siti Veneti sono patrimonio dell’Unesco?

Ad oggi sono cinque i contesti veneti insigniti del prestigioso riconoscimento:

il sito di Venezia e la sua Laguna, iscritto per primo nel 1987;

 l'Orto Botanico dell'Università di Padova, entrato a far parte della Lista nel 1997;

il patrimonio ‘seriale' a dislocazione multipla di Vicenza e le ville di Andrea Palladio, incluso nel 1994 ed esteso nel 1996;

la città di Verona, iscritta dal 2000,

 le Dolomiti, di recentissima istituzione (giugno 2009) come complesso naturalistico.

 

Dalla candidatura all’ottenimento del bollino di Sito Patrimonio dell’umanità quanto passa?

Ogni anno un Comitato, composto da 21 paesi eletti ogni quattro anni dai 191 Stati parte della Convenzione, decide chi merita il “bollino” dell’UNESCO, quale sito ha i requisiti per diventare un patrimonio dell’umanità. Ciò avviene al termine di lunghi processi di valutazione svolti da organi indipendenti (l’ICOMOS per le candidature culturali e l’IUCN per quelle naturali) che poi trasmettono al Comitato dell’UNESCO un parere favorevole o contrario all’iscrizione del sito nella prestigiosa Lista. Un sito per entrare nella Lista dell’UNESCO deve dimostrare di essere unico nel suo genere, in tutto il mondo, di non avere equali.

Ci sono tre anni nei quali la candidatura viene valutata e delle fasi da superare.

Anno 1°

30 settembre: termine per l’invio, da parte degli Stati delle bozze di proposta di candidatura. L’invio di una bozza di proposta è a discrezione dello Stato parte

15 novembre: termine entro cui il Centro del Patrimonio risponde in merito alla completezza delle bozze di proposta inviate entro il 30 settembre. Se la proposta è incompleta verranno richieste delle integrazioni

Anno 2°

1 febbraio: termine per l’invio delle richieste complete. Se una richiesta perviene successivamente a questa data sarà presa in considerazione l’anno successivo.

1 marzo: termine entro il quale il Centro del Patrimonio Mondiale verifica la documentazione arrivata ed informa lo Stato parte circa la completezza del dossier di candidatura. Le candidature complete vengono trasmesse per la valutazione agli Organi consultivi, che svolgono le necessarie verifiche sulla base della documentazione trasmessa e dei sopralluoghi effettuati.

Anno 3°

31 gennaio: termine entro il quale gli Organi consultivi possono richiedere l’invio di ulteriori informazioni

31 marzo: termine entro cui devono essere inviate le eventuali integrazioni richieste

6 settimane prima della sessione annuale del Comitato per il Patrimonio Mondiale: gli Organi consultivi trasmettono la loro valutazione.

giugno/luglio: sessione annuale del Comitato  per il Patrimonio Mondiale: il Comitato esamina le candidature e decide sulle nuove iscrizioni.

Quindi prima di avere il riscontro su l’esito di queste candidature bisogna attendere un pò di tempo; speriamo comunque che la sensibilità dimostrata verso questi siti per la candidatura continui. I nostri territori sia naturali che antropizzati vanno tutelati per le generazioni future e non vanno più usurpati e depredati come in passato perché rappresentano  la nostra storia passata, presente e futura.



Commenta questo articolo


vedi tutti i blog

Grazie per averci inviato la tua notizia

×