09 agosto 2020

Pranzo di Natale con Google

Categoria: Altro - Tags: Natale; Google; James

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Emanuela Da Ros | commenti |

E' Natale!

Magari non sembra (la temperatura è decisamente sopra la media qui nelle prealpi trevigiane) eppure è Natale.

Stamattina mi sono svegliata con l'intenzione di dare il mio contributo gastronomico alla festa per antonomasia.

Rilassatevi: non è una parolaccia. Solo una figura retorica un po' desueta.

Dove eravamo rimasti? Ah sì, alla gastronomia.

Il pranzone. Visto che nonna Bruna preparava le lasagne, il cappone, la polenta e le "erbe" (leggete: catalogna), ho pensato di infornare i radicchi trevigiani tardivi (si chiamano così perché vengono in mente all'ultimo) e le crocchette.

Di patate.

Il problema era che non avevo mai fatto le crocchette di patate prima, e decidere di cimentarsi in un piatto inedito all'alba del pranzone di Natale, senza allenamento, è da folli.

Io rientro nella categoria.

Ho preso le patate e ho cercato la ricetta nel motorone. Leggete: Google. 

Mi sono trovata duecento ricette di crocchette a disposizione. Ho perso un po' di tempo. Ho selezionato le ricette secondo criteri di facilità e (poco) tempo. E mi sono messa all'opra. Ho lessato le patate. Nel frattempo sono andata a fare colazione e due chiacchiere al bar. Mica dovevo aspettare tra i fornelli, giusto?

Rientrata in casa, le patate erano decisamente cotte. La buccia era sbrecciata e le patate pregavano di essere tolte dal brodo acquifero.

Ho seguito dettagliatamente le istruzioni. Farina (poca: il superfluo è finito sul pavimento e sul naso di James), uova, noce moscata, sale, pan grattato (incredibile: avevo ogni ingrediente!).

Ho messo dell'olio nella padella per friggere quei gnocchetti-crocchette che avevo abilmente infarinato, sporcando solo otto recipienti. 

Li ho immersi e. 

E niente: le crocchette si sono imbiondite, per un po'. Poi si sono aperte, e sono diventate una frittatina.

Ma come? avevo seguito le Google-istruzioni al dettaglio: che era successo?

Ci ho riprovato. Ho usato altri otto recipienti, farina, uova, noce moscata, sale eccetera. Ho reimpastato, rituffato le crocchette nell'olio...

Un'altra frittatina.

Creatività. Ho deciso di diventare creativa. Di cuocere le crocchette nell'acqua bollente, anziché nell'olio. Come se fossero gnocchi.

Il guaio - ho realizzato - non stava nelle mie abilità-da-chef-Google-  ma nell'olio. Le crocchette forse desideravano essere altro. Dovevo seguire l'intuito.

Le crocchette-gnocchi a un certo punto sono affiorate dall'acqua in ebollizione. Prendendo la forma di una frittatina.

Qualcosa non andava. Ho deciso di farne un purè.

Ho aggiunto del burro. Prevedibile.

Della scorzetta di limone (la mia amica calabrese fa delle patate al limone mitiche!). Ci ho messo del prosecco (era avanzato da ieri e mi seccava buttarlo). Ci aggiunto del pepe nero. E bianco. Un po' di curcuma. Delle spezie di Istanbul (il tocco esotico ci sta). 

E ho assaggiato il tutto.

Prima di buttarlo nel gabinetto.

Morale. Ora, io credo ci sia una morale in tutto questo. E la morale ha a che vedere con Google.

Mai affidarsi a un motore di ricerca a Natale. E' ingolfato. E troppo gettonato.

Io avrei preparato delle crocchette buonissime, se non fosse stato per...a proposito: a quanti messaggini whatsapp ho risposto mentre le crocchette sfrigolavano nell'olio?



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