17 gennaio 2021

Treviso

"Saranno le giovani generazioni a cancellare la violenza sulle donne"

Per la trevigiana Michela Cescon, attrice e regista, i numeri dei maltrattamenti sono da bollettino di guerra. E invita tutti, oggi 25 novembre, a prenderci idealmente per mano.

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - In principio è diventata attrice con Luca Ronconi; l’anno scorso ha esordito alla regia con “La donna leopardo”, testo di Moravia che lei stessa ha riadattato: Michela Cescon è una interprete di notevole talento. Un orgoglio di Marca e del suo capoluogo: “Mi saluti tanto la bella Treviso che io adoro a novembre. Per me gli odori e i colori di questo mese sono indimenticabili” – ci raccomanda salutandoci al termine dell’intervista.

Che cos’è il 25 novembre per Michela Cescon?

Non è solo una giornata simbolo. E’ il giorno in cui vogliamo darci una mano, prendendoci per mano. E’ bello che attorno a questa data ci sia fermento: la violenza che ripetutamente avviene sulle donne è inaccettabile, va denunciata e va ricordata.

E’ sempre emergenza?

Con un omicidio ogni tre giorni, nel 2020: direi che è una guerra. I numeri sono terribili, inquietanti.

Come si risponde?

Con le armi, verrebbe da rispondere quando c’è una guerra. Invece è un lavoro “di pensiero” che va fatto. Nelle famiglie: qual è il ruolo del padre nei riguardi delle figlie ma anche dei maschi. La madre educa alla dignità, all’esigenza del rispetto.

Tante coppie scoppiano e ci si infila spesso la violenza

Ma io mi chiedo: perché nella relazione tra due persone non si può cercare di lavorare sulla stima reciproca? Perché un uomo non riesce ad apprezzare la donna con la quale ha deciso di stare.

Invece non smettono le aggressioni nei confronti della donna

E a tutti i livelli di classe sociale. Se rispetto a settant’anni fa siamo diventati un’altra umanità: tecnologicamente abbiamo fatto passi da gigante, ma le storie del corpo sono più lente di quelle della tecnologia. Con il cervello mettiamo in atto dei ragionamenti che però a livello fisico non siamo sempre capaci di elaborare.

Qual è il problema di fondo?

Che alla donna è ancora riconosciuta una inferiorità, in tutti i campi. Finché non ci sarà una parità vera, una stima effettiva e una considerazione autentica del suo percorso, la violenza ci sarà sempre.

Passi da compiere?

Tutti quelli che accompagnano una donna a chiedere aiuto, a trovare persone che sono capaci di accoglierla veramente, senza giudicare. Difficile, quando si è vittime di violenza, trovare il coraggio di farsi ascoltare e di denunciare. Allora è necessario puntare tutto e subito sulle nuove generazioni.

L’educazione, la scuola

Serve un altro tipo di meccanismo, di relazione, di pensiero. Le nuove generazioni sono più in gamba di quello che pensiamo. I nostri ragazzi sono pronti a fare ciò che a noi non è riuscito: sulle questioni di genere, sulla sessualità. Sono disponibili ad ascoltare le testimonianze di adulti in gamba, seri e impegnati. Quindi è sicuro: la strada da seguire è il lavoro sulle nuove generazioni.

 


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Roberto Grigoletto

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