03 aprile 2020

Treviso

Trasporti: la Provincia si interroga sul futuro

Il dibattito su servizi, nuovo ente di bacino, privatizzazioni

| Davide Bellacicco | commenti |

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Trasporti: la Provincia si interroga sul futuro

TREVISO-È stata approvata, in occasione del Consiglio Provinciale del 2 luglio, una convenzione fra enti locali che mira alla costituzione dell’Ente di Governo del bacino del trasporto pubblico locale.


L’ordine del giorno è divenuto, nel corso dell’assemblea, strumento per avviare una vivace riflessione sulla situazione attuale del comparto trasporti nella Marca, con Muraro che, commentando positivamente la solidità finanziaria di MOM, la nuova società costituita due anni fa e che da ormai un anno si fa carico della mobilità locale, invita ora ad una progettualità che punti a risolvere i disagi degli studenti, a ridurre il costo degli abbonamenti e a recare benessere ed una migliore informazione ai viaggiatori in attesa.


Sul dibattito relativo all’opportunità di favorire l’ingresso di capitale privato nelle società di trasporti, sembra prevalere l’indicazione del Presidente della Provincia, dei consiglieri PD e dei centristi, che preferirebbero un’apertura calibrata affinché il controllo resti pubblico. La posizione di Muraro, in particolare, deriverebbe dalla constatazione della vicina realtà bellunese: “Non siamo preparati ad un controllo del sistema dei trasporti da parte del privato”, ammette, “e la vicenda di Dolomitibus, in mano ai francesi è risultata emblematica “.


Di diverso avviso, sia il capogruppo NCD, Mario Gabrielli, storicamente favorevole alle totali privatizzazioni dei servizi pubblici, ma anche Luigi Amendola (SEL), che vede nell’esito del referendum del 2011 sulla privatizzazione degli enti di gestione dei servizi idrici, una più generale indicazione dei cittadini in favore del totale controllo pubblico di tutti i servizi.


Non è ancora chiaro quali saranno le strategie future che si sceglierà di intraprendere dopo questa prima fase costituente di un ente che, si ipotizza, coprirà un territorio assai vasto. Amendola mette anche in guardia in relazione al rischio di accollo, da parte dell’eventuale nuova creatura che superi i confini provinciali, dell’ingentissimo debito accumulato dall’ACTV, la società di trasporti veneziana. Non si vorrebbe, insomma, che si riconfigurasse la nota vicenda MoM, per la cui costituzione furono fatte convergere in un unico contenitore "La Marca", che si occupava di tratte extraurbane, assai redditizie e che era in attivo, e società di trasporto urbano come ACTT, eternamente alle prese con problemi finanziari.


Bortoluzzi (PD) e Silvestri (UDC) evidenziano, invece, come la situazione attuale generi notevoli problemi generati dall’interruzione del servizio proprio in concomitanza con la fine dell’area vasta a suo tempo fatta coincidere con la Provincia, generando situazioni paradossali, ad esempio, a Preganziol e Mogliano, dove i pendolari si vedono costretti a cambiare mezzo per giungere a destinazione, o nell’asolano, territorio particolarmente periferico e quindi vessato dalla carenza di servizi.


D’altronde creare un’alleanza con ACTV non sarà facile, dopo che tale società, come lo stesso Presidente della Giunta denuncia, “ha bloccato la definizione dei costi standard” perché si sarebbe esposta alle critiche derivanti dai costi oltremodo fuori mercato di alcune tratte del settore navigazione. 


In chiusura, è ancora Gabrielli a lanciare un interrogativo sull’utilità di simili operazioni e di continue riorganizzazioni. Riferisce, infatti, di aver udito nel CDA di MOM, insieme ad un assessore della Giunta provinciale, una indiscrezione secondo cui il Governo Renzi si stia apprestando a privatizzare in blocco il settore.


Alla Provincia (che qui a Treviso resterà così come la conosciamo ancora per due anni), non resta che attendere.


 



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Davide Bellacicco

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