18 novembre 2019

Vittorio Veneto

DOMENICA IL TAGLIO DEL NASTRO PER IL MUSEO DEL BACO

De Bertolis: «Un monumento matriarcale». Costantini: «Uno spreco l'acquisto della collezione Giorgi»

Claudia Borsoi | commenti | (2) |

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VITTORIO VENETO - «Il ruolo del museo è quello di conservare, perchè non tutto il materiale può essere esposto. Il resto del materiale verrà catalogato quando ci sarà tempo e denaro»: così l'assessore alla Cultura, Michele De Bertolis, placa le polemiche insorte sul Museo del Baco da Seta e sul fatto che al suo interno non vi siano esposti tutti i materiali raccolti anche grazie al prezioso contributo della popolazione.

Domenica, alle 11,30, alla presenza del sindaco Da Re, dell'europarlamentare Scottà, del presidente della Provincia Muraro e del Governatore del Veneto Zaia il taglio del nastro per il museo, la cui idea di realizzazione risale al 1983.

Affidato in gestione fino al 31 dicembre al personale della Cooperativa Fenderl, che gratuitamente si impegnerà nell'apertura e chiusura dell'edificio e della sua pulizia, il Museo del Baco sarà visitabile il venerdì, sabato e domenica e, a cura dell'amministrazione, ci saranno due sabati e domeniche ad ingresso gratuito e con visita guidata.

All'interno sarà possibilie rivivere il mondo contadino di un tempo impegnato nella coltivazione dei semi-bachi attraverso attrezzi, macchinari, foto, filmati storici, interviste e un apparato iconografico. Per i bambini un percorso didattico permetterà di toccare anche con mano i filati di seta.

Nei primi decenni del '900, così come ha sottolineato la curatrice Elisa Bellato, l'industria bacologica di Vittorio Veneto era fiorentissima tanto da rappresentare i 3/4 della produzione di seme bachi italiana.

Tra il materiale in esposizione anche quello relativo alla Collezione Giorgi, uno «spreco» il suo acquisto per il consigliere di SV Adriana Costantini, collezione che documentarà gli aspetti contadini della bachisericoltura.

«Da una determina del giugno 2005  - spiega Adriana Costantini (in foto a lato) - risulta una liquidazione  di euro 11.517 al signor Giorgio Giorgi  per "incarico per la stesura dell'inventario e la catalogazione fotografica della Collezione d'interesse etnografico di recente acquisizione".  Tale Collezione di 1.200 pezzi di proprietà del signor Giorgi  è stata  acquistata in blocco dal comune per 37.000 euro, cui vanno aggiunti altri mille euro come consulenza alla dott.ssa Bellato per la valutazione. Quindi, - conclude Costantini - aggiungendo l'ulteriore spesa attestata da questo documento, il costo dell'"operazione Giorgi" arriva a quasi 50.000 euro per una collezione che viene esposta solo in piccola parte».

 

 



Claudia Borsoi

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