25 novembre 2020

Treviso

"Alle elementari disorientati, impauriti e con poche nozioni"

Una maestra-pedagogista invita adesso a puntare tutto sulla crescita personale dei bambini

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

TREVISO - La maestra Giovanna insegna in una terza elementare di Treviso. E’ “sul campo”. Da poco più di un mese ha riaccolto a scuola i suoi scolari, dopo il lockdown e la sospensione per sette mesi dell’attività didattica. La maestra Giovanna è anche una pedagogista, che oltre ai suoi conosce alunni di altre scuole, colleghe e genitori che le stanno richiedendo parecchie consulenze.

Ciascuno osservando il rientro della sua classe e la ripresa dell’impegno scolastico del figlio, le chiede se è tutto a posto o se ci si debba preoccupare. Perché il rodaggio è ancora lento, molte competenze sembrano smarrite e in aula – come a casa al momento di fare i compiti – è tuttora faticoso. La maestra Giovanna non si dice né stupita né allarmata. Invita alla pazienza: una virtù pedagogica. “Durante il lockdown la metodologia della DaD ha creato negli alunni un distacco emotivo sociale sfavorendo le relazioni con i pari e con gli adulti. La mera trasmissione di contenuti attraverso video, link, schede, giochi didattici, power point, file audio, si è rivelata poco efficace ed incisiva perché è mancato il contatto umano: lo sguardo, la voce , il sostegno delle ‘insegnanti e dei compagni. A settembre infatti abbiamo ritrovato molti alunni disorientati, impauriti e con poche nozioni: tanti errori grammaticali e di calcolo, con strategie risolutive dei problemi apprese in parte e con molti contenuti dimenticati”.

Un fallimento di questa didattica, non solo apparente e su tutti i fronti. Magari non è del tutto così, rassicura la maestra Giovanna. Probabilmente l’approccio alla DaD è stato, in via generale, incongruente: “È come se in quel periodo i bambini siano stati considerati dei contenitori vuoti da riempire”. Da insegnante della scuola primaria – suggerisce Giovanna – “ credo che anziché affannarsi e consumarsi nella ricerca di piattaforme, e video sia fondamentale adesso che i docenti tornino a concentrarsi sulla loro funzione principale che dal mio punto di vista è quella di aiutare e sostenere gli alunni nella loro crescita personale, trasmettendo loro curiosità, entusiasmo, serenità ,fiducia e consapevolezza nelle proprie capacità”.

E citando il grande pedagogista sovietico Vygotskij (“Diventiamo noi stessi attraverso gli altri”) un’ultima ma non ultima raccomandazione: “Noi docenti con il nostro lavoro abbiamo enormi responsabilità, ma anche immense potenzialità. Ogni momento della nostra azione educativa lascia un segno indelebile in una persona che si sta formando”.

 


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Roberto Grigoletto

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