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02 febbraio 2023

Nord-Est

Donna uccisa a bottigliate in casa dal marito

La tragedia oggi, martedì 6 dicembre

| Ansa |

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Donna uccisa a bottigliate in casa dal marito

SAN STINO DI LIVENZA (VENEZIA) - Una donna, Cinzia Luison, è stata uccisa dal compagno, in un appartamento di San Stino di Livenza (Venezia). Per ammazzare la moglie l'uomo ha usato un oggetto contundente, forse una bottiglia. Quando i soccorritori sono giunti nell'abitazione la donna era già morta. Sul fatto indagano i carabinieri. I primi accertamenti medico legali confermano che la donna è stata colpita mortalmente con una bottiglia. La vittima aveva 60 anni, il marito 65, entrambi italiani. Hanno due figlie. E' stato l'omicida ad avvisare il 112. Ora è stato preso in custodia dai Carabinieri, e portato alla stazione di San Stino di Livenza. Sul posto del femminicidio sono intervenuti anche i Carabinieri di Portogruaro (Venezia). Cinzia Luison era titolare di un negozio di parrucchiera, a Blessaglia di Pramaggiore (Venezia). L'uomo, ha reso noto il Procuratore di Pordenone, Raffaele Tito, si chiama Giuseppe Pitteri, 65 anni. E' un ex dipendente dell'Actv, l'azienda di trasporti pubblici di Venezia. L'uomo era incensurato.

"Niente colpisce di più di una storia vera in un mondo in cui è fondamentale anche la fiction per attirare l'attenzione sulla violenza contro le donne come piaga sociale. Quella di Cinzia Luison ci richiama alla tragica quotidianità dei fatti e ci riempie il cuore di amarezza per quello che forse poteva essere evitato. Di fronte alla morte di una persona in questo modo possiamo solo dire che la violenza a nessun livello è tollerabile e va condannata senza se e senza ma con l'impegno di tutti". Sono le parole del Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, alla notizia della morte di Cinzia Luison, di San Stino di Livenza (Venezia), colpita a bottigliate dal marito che si è consegnato ai Carabinieri. "L'impegno di tutti affinché nessuno debba più piangere per le vittime di simili omicidi - conclude il Governatore - inizia dalla consapevolezza che è fondamentale educare le nuove generazioni ma anche favorire con ogni mezzo la denuncia di situazioni in cui ci sono donne in pericolo e sottoposte a violenza sia fisica sia psicologica. Il Veneto ha una rete antiviolenza fatta di 26 centri, 38 sportelli, 28 case rifugio. Sono già molte le donne che grazie ad essa sono riuscite a mettersi in salvo. La segnalazione delle situazioni a rischio va assolutamente stimolata. Esprimo il mio cordoglio per il tragico fatto".

 


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