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22 maggio 2022

Castelfranco

Gomierato su Palazzo Soranzo-Novello: «Una grande opportunità da gestire con la massima responsabilità»

L'ex-sindaco, appoggiando l'acquisto dell'immobile di pregio da parte del Comune, auspica un rilancio socio-culturale della città.

| Leonardo Sernagiotto |

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A sinistra: Maria Gomierato. A destra: Palazzo Soranzo-Novello

CASTELFRANCO - L’annuncio dell’acquisto da parte del Comune di Castelfranco del palazzo Soranzo-Novello ha generato una ventata di fiducia nel rilancio culturale e turistico della città del Giorgione, dopo i mesi difficili causati dalla pandemia Covid. Se il sostegno dell’operazione è bipartisan, le minoranze chiedono ora alla maggioranza di non sprecare quest’importante opportunità, ma di gestirla con la massima responsabilità. È questo il messaggio lanciato da Maria Gomierato, ex-primo cittadino e ora consigliere di opposizione.

«L’acquisto di Palazzo Soranzo-Novello richiederà un impegno economico notevole di quasi 3 milioni di euro, ma altrettanto grande è la sua valenza per la crescita culturale, sociale ed economica della città. Si tratta di un investimento che può aprire a Castelfranco forti opportunità di rilancio nel panorama del circuito delle Città d’Arte del Veneto, potendo contare su una nuova struttura dalle grandi potenzialità sul piano culturale».

Gomierato ribadisce: «È tuttavia necessario indicare fin da subito e in modo preciso le finalità di questo investimento, con una prospettiva progettuale forte e convincente e non affrettata o approssimativa». L’auspicio di Gomierato è che vi sia «un confronto a livello istituzionale, con le forze politiche presenti in Consiglio Comunale ma coinvolgendo anche le migliori forze della nostra Città, le migliori intelligenze e competenze. Confrontandosi anche con altre realtà del territorio, da Asolo a Bassano, fino a Treviso e Padova».

Tra le prime proposte, Maria Gomierato guarda alla valorizzazione delle opere della Civica collezione museale, dalle ceramiche della Collezione Varo ai ritratti dei Tessari, passando per le collezioni di Cargnello e di Avogardo, oltre che alla progettazione di mostre più legate all’arte contemporanea, come segnale di fiducia verso il futuro.

Infine, per l’ex-sindaco l’acquisto del palazzo, già sede della Banca popolare di Castelfranco, acquisita poi dalla Popolare di Vicenza, ha anche un valore simbolico: «Vedere il proprio Comune riappropriarsi di un patrimonio che una gestione sconsiderata e improvvida da parte delle banche del territorio ha dissipato, con uno strascico di sofferenza immensa per il tessuto sociale ed economico, in qualche modo è anche un risarcimento».

 



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Leonardo Sernagiotto

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