25 novembre 2020

Treviso

Le valutazioni sulle elezioni regionali

Interventi di Casellato e Rubinato

| Pietro Panzarino - Vicedirettore |

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Le valutazioni sulle elezioni regionali

TREVISO - A bocce ferme, dopo le elezioni regionali, la proclamazione degli eletti nel Consiglio Regionale e i ballottaggi delle amministrative, mentre il Partito Democratico si lecca le ferite e in attesa delle valutazioni collegiali in programma all'inizio della prossima settimana, abbiamo sentito le parlamentari trevigiane nel merito del problema.

 

L' on. le Simonetta Rubinato si era espressa sin dal voto negativo del 31 maggio, chiedendo senza mezzi termini l'azzeramento delle funzioni del gruppo dirigente regionale, a partire dal segretario regionale Roger De Menech.

“La durissima lezione arrivata dalle urne anche nei ballottaggi di ieri, conferma che esiste nel Pd una questione veneta.

Perché in nessun’altra regione sono arrivate così tante sconfitte, tra l’altro in condizioni favorevoli con un centrodestra spaccato, nemmeno nella vicina Lombardia dove il confronto con il Centrodestra finisce in perfetta parità rispetto alle elezioni precedenti.

 

Siccome, come ho già detto, tra le nostre opzioni date non c’è quella di cambiare i veneti, non resta che una strada da intraprendere con urgenza: quella di un cambiamento profondo dell’identità del Partito democratico del Veneto”.

 

Ha ricordato la sua esperienza dei cosiddetti "Barcamp", organizzati nella scorsa estate in preparazione delle primarie, che la videro contrapposta ad Alessandra Moretti, durante i quali sottolineava con forza l'esigenza di dare maggiore autonomia al Veneto, per la quale si era spesa in Parlamento, senza peraltro portare frutti concreti.

 

Poi ha concluso: “Spero che a partire da lunedì, in direzione regionale, si creino i presupposti per aprire da subito un confronto vero”.

 

Anche l'on. le Floriana Casellato aveva tentato di programmare un immediato incontro pubblico per discutere, che, essendo stato giudicato "di parte", ossia nella logica di corrente, aveva desistito, su sollecitazione della segretaria provinciale Lorena Andretta.

 

Comunque ha sottolineato che “Il risultato politico dei ballottaggi in Veneto è drammatico e pesante. Gli elettori - a dire il vero molto pochi e già questo è un campanello d’allarme - ci mandano un messaggio chiaro: desiderio di cambiamento e di concretezza.

Contro il PD è stato scaricato anche il sentimento di paura - cavalcato con insopportabile populismo - che riguarda la vicenda dei profughi", la cui gestione dell'accoglienza è complessa e merita di essere affrontata fuori dalla logica elettorale.

Parlando del PD ha evidenziato che "soprattutto in Veneto, fatica a trovare una sua identità.

E’ necessario per questo aprire un dibattito serio su questo tema, con un’analisi doverosa sui gruppi dirigenti, ma anche sulla necessità di rendere il PD più radicato sul territorio, in un dialogo che stiamo perdendo".

 

Secondo la parlamentare le forze presenti nelle Istituzioni: 26 parlamentari, fino a qualche settimana fa ben 13 consiglieri regionali, il Presidente nazionale dell’UPI e ancora, molti Sindaci, Assessori, consiglieri comunali non sono stati valorizzati adeguatamente.

Questa la sua conclusione amara: "Credo, quindi, sia doveroso ripartire da qui, con passione e spirito di servizio, per avviare una stagione nuova, forte, generativa per il bene della nostra Regione e, in particolare, della nostra gente.”

 

 


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