25 novembre 2020

Ma quanto cibo sprechiamo?

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Alberta Bellussi | commenti |

cibo sprecato

Lo spreco di cibo in Italia e nel mondo

Da un po’ di tempo mi interessa la tematica dello spreco alimentare in linea con la mia coscienza etica di amore per il pianeta e l’umanità che ci abita; il cibo e la nutrizione, proprio nel 2015,sono  argomenti diventati  il leitmotiv di questo anno grazie a Expo Milano. Ognuno di noi in quest’anno ha avuto molti spunti, radio, tv, giornali, web per poter riflettere su queste tematiche divenute ormai di importanza vitale per la sopravivenza della Terra.

 

Metà del cibo al mondo finisce nella spazzatura. Uno spreco da 2 miliardi di tonnellate denunciato dall'istituto britannico Ime.

La metà del cibo che viene prodotto nel mondo, circa due miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura, benché sia in gran parte commestibile e non scaduto. Molte sono le cause da addurre a questo spreco di massa. Ma prima di tutto ci sono le cattive  abitudini di milioni di persone, che non conservano i prodotti in modo adeguato oppure che gettano il cibo avanzato con molta facilità senza pensarci un attimo. C’è da dire  che anche le date di scadenza apposte sugli alimenti sono troppo rigide. Ci sono poi  le promozioni che spingono i consumatori a comprare più cibo del necessario, i numerosi passaggi dal produttore al consumatore nelle catene di montaggio dei cibi industriali e la mancanza totale di una seria educazione alimentare. E ora ci si mettono pure i calibri delle leggi Europee che ci fanno gettare frutta, pesce e molti altri alimenti perché non hanno la giusta misura definita dalla politica.

A fronte dei miliardi di tonnellate di cibo gettato nella spazzatura, c’è un miliardo di persone al mondo che non ha accesso a sufficienti risorse alimentari.

Lo spreco di cibo nel mondo

La stima della FAO dice che oltre un terzo del cibo prodotto ogni anno per il consumo umano, cioè circa 1,3 miliardi di tonnellate, va perduto o sprecato, contenuta nello studio intitolato Global Food Losses and Food Waste (Perdite e spreco alimentare a livello mondiale).  In questa ricerca si dice che i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo sperperano, rispettivamente, 670 e 630 milioni di tonnellate di cibo ogni anno. Il documento era stato commissionato dalla FAO all’Istituto Svedese per il cibo e la biotecnologia (SIK).

Solo nei Paesi industrializzati vengono buttate 222 milioni di tonnellate di cibo ogni anno: una quantità che sarebbe sufficiente a sfamare l’intera popolazione dell’Africa Sub Sahariana.

Lo spreco di cibo in Europa

In Europa, la quantità ammonta a 89 milioni di tonnellate, ovvero a una media di 180 kg pro capite. Lo spreco domestico maggiore pro capite si registra in Inghilterra, con 110 kg a testa, seguono Stati Uniti (109 kg) e Italia (108 kg), Francia (99 kg), Germania (82 kg), Svezia (72 kg). “Il 42% degli sprechi alimentari in Europa  avvengono tra le mura di casa afferma l’Associazione  di Slow Food Italia impegnata da qualche anno in una campagna contro lo spreco alimentare.

Lo spreco di cibo in Italia In Italia secondo il Barilla Center for Food and Nutrition ogni anno finiscono tra i rifiuti dai 10 ai 20 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, per un valore di circa 37 miliardi di euro. Un costo di 450 euro all’anno per famiglia. Cibo che basterebbe a sfamare, secondo la Coldiretti, circa 44 milioni di persone.

Questi ultimi anni di crisi sono serviti anche per cambiare un po’ le abitudini alimentari; c’è chi lo fa per per motivazioni economiche, chi per scelta etica, chi per la sostenibilità ambientale, sono oltre 8 su 10 gli italiani che dicono no allo spreco alimentare, secondo il sondaggio Swg. E secondo il 62% degli intervistati nelle scuole si dovrà insegnare la “neo-economia domestica” con corsi obbligatori che spiegano come sfruttare bene in cucina tutti gli alimenti. Secondo l’Osservatorio sugli sprechi, a livello domestico in Italia si sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Per una famiglia italiana questo significa una perdita di 1.693 euro l’anno.

Questo argomento tocca molto la mia coscienza etica e mentre un tempo non ci davo molto peso a tutto ciò ora ritengo davvero di primaria importanza l’uso giusto e razionale delle risorse alimentari, attraverso tutti i modi che la fantasia domestica sa adottare e anche attraverso l’educazione a una corretta e sana alimentazione. Spero  di aver suscitato in voi un piccolo seme di riflessione su questo argomento perché io sono sempre convinta che l’unione di tante piccole azioni etiche salvano il mondo.



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