10 aprile 2020

Orchidee o lattuga?

- Tags: obesità infantile, nutrizione, prevenzione, WHO

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Eva Da Ros | commenti |

 

“Il corpo è come un giardino, e la mente è il suo giardiniere. Sta a noi decidere se in esso piantarvi orchidee o lattuga.”
(William Shakespeare)

 

Prevenzione. Evitare che si instaurino squilibri all'interno del corpo è alla nostra portata, curare le malattie che conseguono ai nostri errori non sempre.

L'obesità non si manifesta improvvisamente, ma è il risultato di errori quotiani ripetuti per settimane, mesi, anni. Aspettare di toccare il culmine per poi prendere provvedimenti drastici con diete rigide, strategie privative, sofferenze psicologiche...ne vale veramente la pena? Perchè invece non occuparsene prima di raggiungere condizioni di evidente obesità? Perchè, già da magri, non prendersi cura del proprio corpo mantenendolo efficiente e in equilibrio? Una macchiana dalla carrozzeria impeccabile può nascondere un motore che sta per grippare.

Nutrirsi e non cibarsi, scegliere i cibi in base ai nutrienti che (non) contengono. Prendersi cura della propria macchina preservandone gli ingranaggi più delicati: non solo proteine, grassi e carboidrati, ma anche oligoelementi, fibre, antiossidanti. Vi siete mai chiesti quanti coloranti, grassi idrogenanti, conservanti, sale, zucchero, aromi mangiate ogni giorno?


Tra gli errori più frequenti si riscontrano una scarsa assunzione di frutta e verdura, l'assenza di cibi integrali, il salto della colazione con utilizzo di snack fuori pasto e bibite zuccherate, consumo di prodotti precotti (spesso impanati, con rimpieni di formaggi industriali), pasti frettolosi. Tutte buone pratiche per ingrassare lentamente negli anni (e non solo questo).

Il guaio è che questi comportamenti si riscontrano frequentemente anche tra bambini e ragazzi, che non a caso vedono crescere in modo preoccupante la percentuale di sovrappeso e obesità.

Il bambino obeso, che spesso viene visto semplicisticamente come un “pigrone mangione”, presenta talvolta un disagio psicologico legato al suo aspetto fisico che può incidere negativamente sull'autostima, sulle relazioni, sulla sua maturazione psico-sociale e favorire lo sviluppo di disturbi alimentari.

Se poi consideriamo che il 50% di coloro che sono obesi da piccoli lo resteranno anche da adulti (con tutte le conseguenze fisiche e psicologiche di anni di obesità), che sia il caso di intervenire nelle fasi più precoci, non appena il peso inzia a deviare verso il sovrappeso?

Ancor meglio, perchè non prevedere corsi di educazione alimentare per tutti i neo-genitori? Spesso le abitudini scorrette si tramandano di madre in figlio, potrebbe essere utile spezzare questa catena con incontri nelle scuole, gruppi per genitori presso i consultori, sportelli informativi presso i comuni?

 

WHO: “Promote. Prevent. Treat. Care”
 

Le idee si sprecano, mancano i fatti. Purtroppo quanto non viene investito oggi in prevenzione costerà ben di più negli anni per farmaci, esami, terapie, ricoveri, assenze dal lavoro, invalidità. Vivere a lungo per vivere male? Perchè longevità non fa sempre rima con vita di qualità.

Allora sta al singolo prendersi a cuore la propria salute e quella dei propri figli, costruendo un sapere fatto di nozioni e strategie per scegliere ogni giorno cos'è meglio piantare nel proprio corpo.



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