03 agosto 2020

Vittorio Veneto

Scalinata paleovittoriese

Ancora più maestosa, e misteriosa. Bastanzetti all’alba ritrova altri sei gradoni. E sollecita l’amministrazione

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Gli ultimi tre gradoni della Scalinata dei Cleromanti

VITTORIO VENETO - “Ri-scoperti all’alba di stamane altri sei gradoni sulla cima del Monte Altare (o Antares, secondo la denominazione medievale)”.

Ad annunciarlo poche ore fa, con emozione ed entusiasmo, è Michele Bastanzetti del Sac, che si è inerpicato sulla cima ai primi chiarori del giorno, sfidando anche il maltempo annunciato. “I sei elementi, semisepolti dall’humus in misura variabile dal 60 al 90 per cento si trovano sul pendio che si affaccia ad est della già celebre Scalinata dei Cleromanti dove nei giorni scorsi sono stati riportati a splendore ben 51 pesantissimi gradoni.

Ci troviamo dunque - spiega bene Bastanzetti - sull’ anticima della sacra collina. Sacra non solo per la presenza della Croce-monumento ma per il tempio pagano in cui i cleromanti esercitarono le arti divinatorie per quasi mille anni dal VI a.C. al IV d.C. Questi “nuovi” sei gradoni, oltre alla bellezza e suggestione loro intrinseca aprono però un importante interrogativo, anche considerando che nell’intero sviluppo della cresta collinare son concentrati solo lì, solo su quelle due contigue sommità”.

Quali i dubbi profilatisi dal portavoce del Sac (sodalizio che sta per Società Ambiente Cultura)?

“Si può ipotizzare - chiarisce Bastanzetti - che questi due cocuzzoli facessero parte di un unico insediamento abitativo e religioso che finora è stato sempre e solo localizzato sull’unica quota maggiore, quella di 450 metri sul livello del mare. Questa ipotesi, suffragata anche da altre caratteristiche e considerazioni, aumenterebbe ancora la importanza del sito archeologico e spingerebbe ad effettuare rilievi e magari sondaggi alla ricerca di tracce, magari anche di quelle sepolture mai finora evidenziate lassù.

Siamo sempre in attesa di essere contattati dall'Amministrazione comunale per esporre le nostre proposte relative alla valorizzazione di quel luogo - da sempre trascurato e sconosciuto ai più - che è la vera e propria culla dei paleovittoriesi. Ci pare infatti che sarebbe una operazione di valenza cultural-identitaria non da poco per la nostra città”.

 


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Emanuela Da Ros

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