18 maggio 2021

Treviso

Storie di DaD Il professore di greco che a casa usa la lavagna di ardesia

Manoel Maronese insegna allo "Scarpa", giovane premiato latinista, scrive di suo pugno i testi da far tradurre

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Storie di DaD Il professore di greco che a casa usa la lavagna di ardesia

TREVISO - Faticosa, complessa, efficace ma fino a un certo punto: la DaD non sta mettendo a dura prova solo gli studenti ma anche gli insegnanti, alle prese con lezioni sincrone e asincrone, con i compiti e le interrogazioni. Non è poi indifferente insegnare una disciplina piuttosto che un’altra, a distanza. Tra le materie più difficili il latino e il greco. Abbiamo chiesto al prof. Manoel Maronese come “se la sta cavando” con i suoi studenti al liceo di Motta di Livenza. Un docente che le lingue classiche le conosce un gran bene: a 35 anni si è già aggiudicato il secondo posto al certamen Capitolinum, il premio più prestigioso per un latinista.

Professore, quanto è dura insegnare le sue lingue antiche con la didattica a distanza?

Dal momento che, come in qualsiasi lingua, il primo obiettivo è quello di porre le basi grammaticali, il greco e il latino, soprattutto al biennio, non godono certo dello statuto di materia discorsiva che potrebbe "adattarsi" più o meno alla modalità didattica a distanza: con la lingua bisogna "sporcarsi" le mani, ciò significa manipolarla, esplorarla e sperimentarla in tutti i suoi aspetti.

Difficile farlo attraverso lo schermo di un pc...

Va da sé che lo schermo di un pc inibisce enormemente questo processo. Per fare un solo esempio: la cara vecchia (temibile) lavagna dove si chiama il ragazzo a scrivere forme verbali, a declinare nomi, etc. Su più fronti è stato dimostrato che, nell'apprendimento linguistico, le abilità visuo spaziali giocano un ruolo fondamentale, anche sul semplice versante mnestico: se scrivo una forma (o la vedo scrivere da qualcuno) l'immagine mi rimarrà più facilmente nella testa, non solo in quanto frutto di un processo attivo di "costruzione".

La tecnologia non viene in aiuto?

Certo, si può obiettare che anche al pc c'è la possibilità di usare lavagne interattive et similia, ma, per un semplice fattore logistico di "comodità", non è certamente la stessa cosa scrivere in greco a mano e farlo sul pc: per inserire gli spiriti, gli accenti, e tutti i segni diacritici del greco, spesso si devono utilizzare combinazioni di tasti non così immediate!

Ma lei professore come fa?

Personalmente cerco sempre di scrivere le diverse forme con la tastiera greca e incollarle nella chat a mo' di lavagna; formulo esempi di frasi dal latino e in latino, chiedo ai ragazzi di farlo...Insomma, si fa il possibile! Ho anche acquistato (a mie spese) una piccola lavagna di ardesia che inizierò presto a usare.

Rimane il problema dei compiti in classe e delle verifiche, soprattutto per chi come lei insegna materie che contemplano anche lo scritto.

Non serve essere dei geni per capire che, ormai, è sufficiente digitare la prima parola di un brano di versione per trovare la traduzione (spesso sbagliata!) in quell'immondizia che sono i siti per studenti.

Per non parlare degli inconvenienti “tecnici” accampati come giustificazioni per sottrarsi in alcuni casi alle interrogazioni.

Tempo fa girava anche un video in cui si insegnavano agli studenti dei trucchi per eludere interrogazioni e verifiche simulando problemi di connessione...insomma, la tentazione potrebbe cogliere anche lo scolaro più onesto in questo mare magnum di opportunità.

C’è un modo per evitare questa degenerazione?

Beh, non possiamo certamente diventare pazzi noi docenti per evitare che ciò avvenga. Da notare che questo è uno solo dei motivo per cui la DaD è più difficile e stressante rispetto alla didattica in presenza. Possiamo avere degli accorgimenti che sicuramente già moltissimi altri colleghi adottano. Io, per esempio, scelgo versioni di autori latini medievali o addirittura "moderni", di cui non si trova la traduzione on line: è comunque un latino perfettamente aderente al cosiddetto canone classico, basti pensare alle Epistole del Petrarca. Ma si può fare dell’altro...

Tipo?

Quando mi prende la vena "sadica" scrivo io stesso la versione, sempre imitando lo stile ciceroniano o di altri autori. Poi, chiaramente, la versione dall'italiano in latino è sempre una risorsa, perché quella on line non la trovano da nessuna parte.

E per l’orale, come si regola?

Problema maggiore presentano le interrogazioni: in tal caso cerco di non puntare sulla mera conoscenza del dato - che potrebbero avere sotto gli occhi a libro aperto - ma pongo esclusivamente quesiti che comportano l'attivazione di una qualche competenza, magari proprio qualcosa che presupponga la manipolazione linguistica; tornando al discorso iniziale, anziché chiedere di coniugare la diatesi passiva di un verbo, farò trasformare una frase dall'attivo al passivo e così via.

 


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Roberto Grigoletto

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