18 aprile 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Un presepe con due Gesù Bambini

A Mura, il paese dei presepi, il Natale una volta aveva un sapore speciale

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Mura, il paese dei presepi

CISON DI VALMARINO - Il paese dei presepi quest'anno è senza presepi.

Mura rinuncia alla mostra collettiva che attirava nel paese tanti visitatori e dà appuntamento al Natale 2021.

La sicurezza è ciò che quest’anno ci indica la stella cometa”, spiega Mirka Biz, che nel 2004, aveva ideato la Mostra dei presepi di Mura, realizzata col contributo di tutte le famiglie del paese"Il rispetto delle norme anti-Covid, che vietano qualunque assembramento anche all’aria aperta è imprescindibile. E quindi, d'accordo con i compaesani quest’anno ci siamo limitati ad appendere un cartello che augura a tutti Buone Feste. Con un po’ di nostalgia (e tanta speranza nel futuro)".

“La mostra dei presepi di Mura - spiega Mirka - era nata per accogliere tutti insieme Gesù Bambino, nello spirito del Natale. Dispiace che questa tradizione si fermi, che i presepi si facciano solo al chiuso, nelle case, senza quella collaborazione che faceva sentire unito il piccolo paese, ma ci riserviamo di replicare con maggiore gioia il prossimo anno.

Certo che in questo periodo vengono in mente tante storie e personaggi di Mura che col Natale avevano un legame particolare. Penso all’anziana Gusta Magagnin, detta - ma senza cattiveria - Gusta la Pelosa.

Era nata coi piedi storti, o forse aveva avuto la polio da piccola. Un’infermità che non le aveva mai impedito di lavorare sodo. Quand’era molto anziana, anche d’inverno, non passava giorno che non andasse a coltivare con la piccola zappa la minuscola striscia di terreno che possedeva poco distante da casa.

Riempiva la sua carriola di vasi, ciottoli o patate...di quel poco che trovava in mezzo alla terra e, a sera tardi, capitava di vederla ancora china, in mezzo ai campi, su quel terreno che le scappava sotto i piedi: faceva stringere il cuore. Allora io o qualche altro compaesano la raggiungevamo con una scusa. “Siamo di strada - le dicevamo -. Se vuoi ti aiutiamo a portare a casa la carriola.” Natale per la Gusta era una festa grande. Era una delle poche che a casa accendeva sempre il focolare al centro della “ritonda”, e la vigilia di Natale accanto a quello sistemava un trapiè, cioè un treppiedi, con una brocca piena d’acqua, un catino e un asciugamano. 

Il motivo era che Maria proprio quella notte avrebbe partorito e aveva bisogno di lavare e asciugare i “panesei” del Bambin Gesù.

E comunque la Gusta nel suo presepio, allestito nell’atrio di casa, proprio dietro la porta in modo che tutti potessero vederlo solo facendo capolino, di Bambini Gesù ne metteva sempre due. “Di bambini la notte di Natale ne nascono tanti, non uno solo!”, ripeteva.

Era uno dei personaggi belli della Mura di un tempo. Quando qualcuno la andava a trovare doveva accettare il suo bicchierino di Marsala: fosse un adulto o un bambino di otto anni. Povera, ma dignitosa, ogni anno trovava qualcuno che le cambiava le lucine di Natale, perché usava le stesse da tempo immemore e qualcuna finiva sempre col bruciarsi.”

Secondo Mirka Biz, le storie, le persone che hanno vissuto a Mura e che ormai sono scomparse continuano a rivivere nei ricordi dei residenti con un’umanità che, nella loro semplicità, nella loro estrema povertà, le rendeva grandi. Esempi autentici di fratellanza e sacrificio e amore.

 


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Emanuela Da Ros

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