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28 gennaio 2022

Vittorio Veneto

"Una giornata commovente": la vita di Francesca Meneghin è diventata un libro

“Non ho mai avuto paura delle piazze, ma questa mattina l’emozione è superiore al normale"

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

VITTORIO VENETO - “Non ho mai avuto paura delle piazze, ma questa mattina l’emozione è superiore al normale. Non avrei mai immaginato che a distanza di 60 anni ci si ricordasse anche di me. E’ stata una giornata commovente”. Francesca Meneghin ha commentato così la giornata che le è stata dedicata: sabato, infatti, è stato presentato il libro dedicato alla sua storia, “La ragazza della bandiera. Francesca Meneghin e il libero sindacato”, scritto da Mauro Pitteri.

 

La donna è un vero e proprio simbolo a Vittorio Veneto. Rappresenta la storia di questa comunità, dove è nata nel 1927 e dove ancora vive, a pochi passi dal Museo della Battaglia. Operaia, partigiana, fondatrice della Cisl di Treviso, politica, è sempre stata in prima linea nelle battaglie sociali per elevare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, degli uomini e delle donne.

 

 

“Francesca Meneghin è un pezzo della nostra storia, della storia della sua comunità e del suo territorio”, ha dichiarato Massimo Paglini, segretario generale della Cisl Belluno-Treviso. A 11 anni ha lavorato come operaia alla Bacologica Sbrojavacca, poi in una fabbrica di campanelli per biciclette ed infine al Lanificio Cini.

 

 

Durante il fascismo, che le ha assassinato tre cugini, portava i messaggi della Resistenza vittoriese per le case. Durante la Liberazione ha conosciuto Tina Anselmi con cui – come ha ricordato al Presidente Mattarella in occasione del 25 Aprile 2019 – è rimasta in amicizia, condividendo battaglie sociali e politiche. Nel 1947 è entrata nella Corrente Sindacale Cristiana della Cgil, ed è stata quindi fondatrice della Cisl di Treviso nel 1950.

 

 

Nel 1957 è stata la prima donna della Cisl ad assumere l’incarico di responsabile territoriale (Vittorio Veneto). Un impegno sindacale che si è concluso a fine degli anni ’60 con il passaggio al patronato Inas, dove ha ottenuto importanti riconoscimenti previdenziali per i minatori.

 

 

Francesca Meneghin ha sempre mantenuto anche un profilo politico, partecipando a tutto il percorso storico della Democrazia Cristiana, ricoprendo diverse cariche consiliari nella sua città. Sabato il pubblico le ha tributato un lungo applauso, all’interno dell’Aula Magna del Seminario Vescovile.

 

 

“Dai verbali della Cisl si vede come Francesca fosse battagliera anche all’epoca – ha dichiarato Pitteri -. Si è trovata tra la fase pioneristica e l’arrivo dei nuovi, si è trovata in mezzo a questo conflitto”.

 

 



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Roberto Silvestrin

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