22/10/2017pioggia debole

23/10/2017sereno con veli

24/10/2017sereno

22 ottobre 2017

Conegliano

Francesco Galifi presenta "Vivere in malga"

E' frutto del lavoro di tre anni

commenti |

CONEGLIANO - Paesaggi incontaminati e uno stile di vita puro, fatto di mestieri che ormai sembrano dimenticati.

 

Francesco Galifi ha impiegato 3 anni per raccogliere le testimonianze fotografiche delle malghe in provincia di Pordenone: ne è uscito un interessante libro, che si titola “Vivere in Malga”, che verrà presentato domenica 21 maggio alle 18 all’ex convento di San Francesco, in piazza della Motta a Pordenone.

 

Il fotografo coneglianese ha ammesso che si è trattato di un progetto particolare: “Sono realtà che di solito si trovano in Carnia o in Trentino, ho scoperto qui vicino a noi malghe che prima non conoscevo”.

 

Il lavoro di Galifi ha l’obiettivo di suggerire delle località e delle strutture del territorio, in cui si possa mangiare bene e toccare con mano un modo di vivere che ormai sembra scomparso. “E’ stato bello – prosegue l’autore – Sono entrato in contatto con persone che rispettano la natura e lavorano con una filiera davvero corta. Sono persone speciali, tutto questo mi ha reso contento dal punto di vista umano”.

 

Per questo libro, i cui testi sono opera di Emanuela Da Ros, Galifi ha dovuto un po’ cambiare il suo modo di lavorare: “Di solito fotografo paesaggi, e non con le persone. Ma qui ho visto gente che ha fatto una scelta concreta di vita, per dare ai propri figli uno stile di vita sano. Ci mettono grande passione”.

 

Commenta questo articolo


Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

I sondaggi - Vota

Lo Ius soli, che facilita la cittadinanza per gli stranieri che nascono in Italia, sta per essere votato. Sei d'accordo?
Partecipa al Sondaggio

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.922

Anno XXXVI n° 18 / 19 ottobre 2017

CAPORETTO

Caporetto: la disfatta che viene dal passato. Immagini di guerra. Di attacchi (subdoli) e di resa. Caporetto è il simbolo della disfatta per antonomasia. E un secolo non basta per dimenticare

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×