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28 maggio 2022

Treviso

"Non è scuola non è lavoro": gli studenti trevigiani si mobilitano

Presidio per Lorenzo Parelli, oggi, venerdì 28 gennaio alle 17 (orario posticipato) in Piazza Borsa a Treviso

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Lorenzo Parelli

TREVISO - Tutta Italia si mobilita per Lorenzo Parelli, giovane studente travolto da una putrella in acciaio nell'ultimo giorno del suo stage in fabbrica, alla Burimec di Lauzacco di Pavia, in provincia di Udine. L'ennesimo incidente mortale in un luogo di lavoro, aggravato dal fatto che la morte sia avvenuta all'interno di un percorso scolastico obbligatorio. Una vita spezzata per la quale si mobiliteranno anche gli studenti trevigiani, con un presidio volto a ricordare Lorenzo, in programma quest'oggi, venerdì 28 gennaio, alle 17 in Piazza Borsa a Treviso. Il presidio sarà allargato a tutta la cittadinanza, le adesioni sono aperte e qualsiasi organizzazione è ben accetta, gli organizzatori chiedono solo che non vengano esposti simboli durante l'azione.

''Questa mattina tanti di noi raggiungeranno la manifestazione ad Udine per ricordare Lorenzo e tutti coloro che hanno perso la vita nei posti di lavoro" Dichiara Davide Gasparello, della Rete degli Studenti Medi di Trevuso, "La morte di un ragazzo, di uno studente, non può passare in sordina. Vogliamo ricordare Lorenzo e indurre istituzioni e opinione pubblica ad una seria riflessione politica rispetto ai percorsi scuola-lavoro offerti a noi studenti, per evitare che una tragedia del genere possa accadere di nuovo. Gli stage spacciati per formativi e i PCTO non sono scuola, non sono lavoro." Continua Davide Gasparello: "Sono spesso sfruttamento e manodopera gratuita. Sono il nostro ingresso in un mondo del lavoro precario e senza tutela, al quale ci abituano fin da ragazzi."

"Solo nel 2021 sono state più di 1400 le vittime del lavoro e questo è inaccettabile." Dichiara Marco Nimis, Coordinatore Regionale della Rete degli Studenti Medi del Veneto , "In Italia al momento si muore svolgendo uno dei diritti fondamentali della Costituzione: il lavoro. E' il momento di dire basta e denunciare la sistematica assenza di tutele, lo dobbiamo a tutti coloro che non hanno fatto ritorno a casa dopo essere andati a lavorare. Per questo è necessario che sia potenziata l'attività di controllo e prevenzione nei luoghi di lavoro, portando la sicurezza ad essere suo presupposto fondamentale."

''Come realtà studentesca cittadina non possiamo rimanere in silenzio quando a perdere la vita in un percorso duale scuola/lavoro è un nostro coetaneo." Conclude Davide Gasparello, "Vogliamo esprimere un messaggio di vicinanza e cordoglio a Lorenzo, alla sua famiglia e ai compagni, per ribadire che perdere la vita mentre si lavora non è più tollerabile, e quando accade a un ragazzo di 18 anni all'interno del suo percorso di studi bisogna sentire la responsabilità di prendere una posizione e unire le voci."

OT

 


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