21 aprile 2021

Let’Slam!

- Tags: Marc Kelly Smith, Poetry Slam

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Nicolas Alejandro Cunial | commenti |

Sono senza dubbio anni veloci, incostanti e inaspettati, questi. Ogni sfera umana e sociale sta radicalmente mutando per adattarsi al cambiamento e trovare la propria posizione, rimettendosi in bolla affinché il respiro non sia più affannoso. Così nell’economia, madre incontrastata della maggioranza delle alterazioni attuali, così nella poesia, che sta progressivamente lasciando il suo supporto fisico per eccellenza, la carta, per lasciarsi trasportare da una sua vecchia conoscenza: la voce. Ed è così che voglio infatti inaugurare questo blog, parlando della sfaccettatura che più mi è cara nel mondo della poesia: l’oralità.

Lo spiega bene Lello Voce in un suo articolo sul Fatto Quotidiano, dove mette in luce la sempre più evidente dinamicità della poesia contemporanea, che si avvale di metodi di diffusione assai vasti e sempre più diretti con il pubblico. Tra questi spicca sicuramente un fenomeno non nuovo, ma ancora accostato all’underground: il Poetry Slam.

 

Il Poetry Slam nasce negli anni ottanta a Chicago, dalla mente di Marc Kelly Smith

Il Poetry Slam nasce negli anni ottanta in America, per la precisione a Chicago, dalla mente di Marc Kelly Smith (foto) e raggiunge i nostri confini grazie proprio a Lello Voce, per poi espandersi rapidamente in tutto il territorio nazionale e dare vita a centri organizzati e costanti. Le regole fondamentali sono poche e semplici, ma una in particolare brilla più di tutte, in quanto spinge la poesia ad essere gettata in pasto ai più: la giuria pubblica. Ogni Poetry Slam che rispetti il proprio nome prevede una giuria estratta a sorte tra il pubblico presente e rinnovata ad ogni round. Nella fattispecie, uno slam prevede un numero compreso tra gli otto e i venti poeti, i quali si scontrano recitando al pubblico giudicante le proprie opere. Questa strategia offre così agli spettatori di diventare parte attiva della competizione, lasciando a loro il compito di giudicare, attraverso i propri gusti, la qualità poetica dell’evento. Di fatto, il Poetry Slam non inventa nulla di nuovo, ma rinnova, riprendendo il carattere dell’oralità che è presente già nell’antica Grecia e sommandolo alla necessità di riavvicinare la poesia alla moltitudine, spezzando così la dicotomia autore-lettore che ha permesso e permette tuttora, una segregazione dell’opera poetica nelle librerie e nelle case, nei festival letterari (quei pochi che lasciano spazio alla poesia) e nelle rassegne (sempre più tristi e spesso gestite da gruppi letterari assolutamente inefficienti).

 

Tra gli slam più in voga vanno citati assolutamente il Trieste International Slam

Lo Slam sta raggiungendo, in Italia, una sorta di fama tanto attesa se si nota il grado di importanza e imposizione che ha raggiunto in altri stati europei quali la Spagna, l’Inghilterra, la Germania e la Francia. Sono nati, e continuano a nascere, eventi annuali di ottima qualità che permettono di tenere a battesimo altrettanti ottimi slammer e poeti. Tra gli slam più in voga vanno citati assolutamente il Trieste International Slam che quest’anno, fondi permettendo, giungerà alla sua ottava edizione e che è condotto dall’ottimo Christian Sinicco, vincitore della terza edizione dello stesso. Ci sono inoltre il Murazzi Poetry Slam e il neonato Navigli Poetry Slam, entrambi curati da Max Ponte, slammer di indiscussa qualità. Per avvicinarci di più ai nostri confini (tenendo presente la testata), vi sono numerosi eventi che vale la pena citare, ma non potendo farlo, nomino i primi che mi vengono in mente: il Portogruaro Poetry Slam, condotto dal grande Giacomo Sandron, già vincitore dell’ultima edizione del Trieste International Slam e il Venezia Poetry Slam curato da Alessandro Burbank all’interno della manifestazione mondiale 100 thousand poets for change, la cui edizione di quest’anno è prevista il 28 Settembre a Campo S. Giacomo, Venezia, e il nascente Padova Poetry Slam organizzato da Edizioni La Gru che prenderà vita il 18 Ottobre presso i Carichi Sospesi, Padova. Nemmeno a Treviso manca questa forma di competizione, ma non quali eventi autonomi, bensì inseriti all’interno di festival più grandi e per la precisione all’interno del Gram Festival di Silea e all’interno de Le giornate resistenti, site a Montebelluna.

La proliferazione di questi nuclei fa ben sperare per il raggiungimento di quel necessario livello organizzativo che richiede uno Slam Nazionale, che pur ha già avuto modo di essere stato partorito nonostante non ci fosse una struttura appropriata per renderlo qualitativamente adatto a sopravvivere, ed è infatti noto all’interno del panorama slammistico che si sta delineando la nascita della Federazione Italiana di Poetry Slam, la quale avrà il compito di strutturare gli slam in Italia affinché anche il nostro Paese rimedi alla frattura creatasi tra poesia e grande pubblico, crepa questa che è tra le cause della poca visibilità della poesia oggi in Italia, della sua scarsa rendita e vendita. Fortunatamente il Poetry Slam è uno strumento di cui ci si comincia a fidare e le piazze gremite e attente a questo fenomeno sono la testimonianza che la poesia non è necessariamente in un libro, ma la si può trovare ovunque, perché la poesia è per tutti e di tutti.



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