24 ottobre 2020

Maria insegue l'arcobaleno

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Alberta Bellussi | commenti |

arcobaleno

Maria insegue l’arcobaleno

L’estate era anche la stagione dei grandi acquazzoni e a Maria piacevano molto.

Le nuvole correvano veloci spinte dall’aria. Il cielo azzurro, in pochi minuti, diventava scuro e si dipingeva di tutte le tonalità del grigio fino ad arrivare al nero. I lampi lo solcavano impetuosi e le saette velocissime illuminavano il buio con una luce violenta a cui seguivano assordanti tuoni. I temporali estivi facevano paura perché impetuosi e irruenti ma duravano poco e tornava presto il sereno. Questi fortunali spesso erano carichi di grandine che distruggevano raccolti di mais e i vigneti. Spesso la nonna accendeva la candela dea zerioa e qualche fogliolina di olivo benedetto che, nella tradizione veneta, serviva per proteggere il raccolto da agenti atmosferici dannosi. Il cielo, pulito dalle nuvole, era così terso che anche l’animo più algido si commuoveva di fronte a questo spettacolo naturale. La cosa più emozionante era,però, il profumo che emanava il terreno dal recente temporale. Era un’ essenza di erba fresca, terra, aria puliti dalla pioggia irruenta. Un profumo di nuovo come se la natura fosse di fresco bucato. Spesso quando iniziava a piovere Maria saliva in sella alla sua bicicletta e correva sotto la pioggia perché prendere le gocce veloci e bagnarsi era uno dei suoi giochi estivi preferiti. Quando, però, i lampi e i tuoni prendevano il sopravvento si spaventava e correva a casa. Maria si presentava alla mamma tutta inzuppata d’acqua; lei dopo aver accennato un sorriso le faceva togliere i vestiti e l’asciugava amorevolmente. Ormai la mamma era abituata alle bizzarrie dalla piccola Maria anzi la sua bimba le faceva molta tenerezza.

Le buche del cortile erano rimaste piene di acqua. Maria con i suoi rossi stivaletti da pioggia e il capellino in testa saltellava dall’una all’altra facendo un sacco di schizzi.

La magia degli arcobaleni era una delle cose che affascinava Maria. Finito il temporale, appena vedeva apparire nel cielo un arcobaleno, la bambina saliva in sella alla sua bicicletta e correva correva veloce. Lei era convinta che dove nasceva un arco colorato ci fosse un grandissimo tesoro. Aveva letto una leggenda che raccontava come ogni arcobaleno nascesse da una pentola d’oro e a custode di questa ci fosse un piccolo gnomo. Questo racconto aveva particolarmente colpito la sua fantasia facendola sognare ad occhi aperti. Maria pensava che gli arcobaleni fossero una delle espressioni più belle della natura capaci di emozionare tutti. Quando li guardava nel cielo, a volte ce n’erano anche due, e alla bambina sembrava di essere dentro una pagina di un libro di fiabe dove con l’arcobaleno si poteva fare qualsiasi gioco…



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