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06 dicembre 2021

Treviso

"Non c'è ragione, non c'è religione, che possa mai essere abusata per la violenza contro le donne”

I messaggi dei rappresentanti delle religioni cattolica, musulmana ed ebraica

| Isabella Loschi |

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giornata contro violenza donne

TREVISO - Non ci possono essere attenuanti per le violenze sulle donne. Non ci possono essere giustificazioni o ipocrisie legate a fattori culturali, a oscure tradizioni e tanto meno alle varie credenze religiose.

Per questo nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, gli esponenti delle principali religioni monoteiste, il vescovo di Treviso Monsignor Michele Tomasi, il Rabbino Capo della Comunità ebraica di Ferrara Rav Luciano Meir Caro e l'Imam Yahya Sergio Yahe Pallavicini, presidente della Comunità religiosa islamica italiana, coinvolti dallaCommissione Pari Opportunità del Comune di Treviso, hanno voluto trasmettere una testimonianza di unità sul tema.

Da sin. rabbino Luciano Meir Caro, vescovo Michele Tomasi e imam Yahya Pallavicini

“Ogni forma di violenza va condannata e rifiutata ma deve esserlo in particolare e con ancora maggior forza quella perpetrata ai danni delle donne”, scrive il vescovo Tomasi. “Va affermato con forza il principio della pari dignità di ogni persona, prima, al di là e al di sopra di ogni differenza di genere, di condizione sociale economica, di provenienza, di religione, e di ogni possibile criterio che in nome di una differenza vada a concludersi in una violazione del valore infinito della persona e dei suoi diritti. La pluralità presente al mondo è una ricchezza che non può mai giustificare un atto di violenza o di abuso neiconfronti di una persona”.

“La dottrina ebraica condanna incondizionatamente ogni forma di violenza nei confronti di ogni essere umano e del creato. Qualsiasi azione violenta assume poi maggior gravità se è esercitata nei confronti di chi è o è ritenuto meno tutelato dalle leggi o dai condizionamenti della società”, le parole di Luciano Meir Caro, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Ferrara. “Tra queste categorie il testo biblico enumera in modo particolare lo straniero, l'indigente, l'orfano e la vedova. In questi casi la violenza che può essere fisica o psicologica o presentarsi in qualsiasi altra forma, è valutata come aggravante. Viene affermato dai nostri Maestri che il pianto della donna non lascia indifferente il Creatore. Viene citato il detto "State molto attenti a non causare il pianto della donna. Infatti l'Eterno raccoglie le sue lacrime e ne tiene sempre conto".

L’Imam Yahya Pallavicini, Presidente COREIS Comunità Religiosa Islamica Italiana sottolinea come “l’incomprensione dell'Occidente e della modernità sembra provocare da parte di alcuni uomini il pretesto per giustificare una violenza domestica come se si volesse combattere il demone della secolarizzazione dei costumi con l'arma del tribalismo fratrida, infanticida o femminicida. Non c'è ragione, non c'è religione, che possa mai essere abusata per la violenza contro le donne”.

 


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