10 dicembre 2019

Che fine ha fatto l'horror?

Categoria: Spettacolo - Tags: cinema, Horror, Halloween, remake, reboot, sequel

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Silvia Albrizio | commenti | (2)

Più di truccarsi da zombi per  una festa in maschera, più di accompagnare i ragazzini nel loro giro di “dolcetto o scherzetto”, c’è soprattutto una cosa che vale la pena fare ad Halloween: una maratona horror.

No, non vi ammorberò con una lista di film sul tema da gustarvi la notte delle streghe. Un po’ perché basta fare una ricerca su google e troverete chi si è già prodigato a scriverla, un po’ perché l’horror rimane uno dei generi più sfaccettati e poliedrici, per cui è davvero difficile incontrare i gusti di tutti.

Ciò che farò è piuttosto il punto della situazione sulla condizione del cinema horror in generale.

 

A giudicare dai titoli che passano i cinema commerciali, non ci sarebbe molto da gioire.

Le pellicole sono poche, spesso remake o reboot di classici: il prossimo 28 novembre uscirà “Carrie”, rifacimento del cult anni ‘70 “Carrie - Lo sguardo di Satana” di De Palma, ma rivedremo anche “Oldboy”, “Hellraiser”, “Poltergeist”, solo per citarne alcuni. Intendiamoci: i remake o i reboot in sé non sono necessariamente un male, tuttavia denotano sempre una mancanza di coraggio e creatività. Come avviene in altri ambiti, si punta su storie note per accalappiare vecchi appassionati e giovani curiosi, a volte per rendere omaggio alla storia originale, più spesso per infangarne miseramente il ricordo.

Esistono poi i sequel, che nell’horror si moltiplicano come un cancro. Preparatevi dunque a “La maledizione di Chucky”, dopo “La bambola assassina”, “La bambola assassina” 2 e 3, “La sposa di Chucky”, “Il figlio di Chucky”;  ad “Ammazzavampiri 2”, dopo il remake con Colin Farrell, o all’estremo “The Human Centipede III” e al violentissimo rape & revenge “I spit on your grave 2”. Anche qui, la condanna non è definitiva, tuttavia in passato abbiamo assistito a prodotti non particolarmente eccezionali, pensiamo alla fine che ha fatto “Saw”, spolpato fino all’ultima goccia (di sangue). La trilogia de "La Casa" di Raimi rimane una delle poche eccezioni di successo, ma dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo. Senza dimenticare la saga immortale (è il caso di dirlo) di Romero, ma questa è tutta un’altra storia.

Ciò nonostante l’horror non è spacciato. La ventata di freschezza la offre ovviamente il suo sottobosco, quello che non passa presso i circuiti ufficiali, la cui distribuzione è scarsa e a macchia di leopardo e a volte nemmeno capace di uscire dai confini nazionali (che siano giapponesi, tedeschi o statunitensi...). Mi riferisco a film di nicchia, dove i sottogeneri esplodono in tutta la loro natura e i registi riescono, forse proprio per le minori disponibilità economiche, a sperimentare senza troppi sensi di colpa.

E poi c’è la televisione. La nuova golden age telefilmica ha portato negli ultimi anni a una riesumazione del genere attraverso modalità e approcci differenti. “Buffy – l’Ammazzavampiri” ha spalancato le porte verso la lunga serialità, con continui rimandi pop miscelati a nuovi e complessi significati. Da lì in poi abbiamo assistito a uno sviluppo multiforme che ha visto la presenza di vampiri ninfomani in “True Blood”, sorelle impegnate in rituali magici e pene d’amore in “Streghe”, fratelli alle prese con Lucifero in “Supernatural”, apocalissi zombi in “The Walking Dead”, suore psicopatiche in “American Horror Story”.

 

Senza contare infine tutta quella branca che ha nella messa in scena i tipici stereotipi dell’horror, ma opportunamente digeriti ed espulsi in una grottesca caricatura. “Zombieland” ne è un valido esempio, ma vale la pena citare in questo contesto il trash movie “Sharknado”, fenomeno dall’inspiegabile eco mediatica appartenente a quel sottogenere, solitamente fatto di mostri assurdi, dove lo scopo non è l’urlo di terrore, ma l’incontenibile risata.

E chissà che nella vostra personalissima maratona di Halloween non ne infiliate uno, almeno per coinvolgere anche l’amico che di horror proprio non vuol sentir parlare.

 

 



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Tutti i film, ma non soltanto quelli horror, oggi giorno li rivedremo sempre sotto forma di remake... non c'è più fantasia...

Nel recentissimo film "la casa", il cui originale è del 80' mi pare, hanno stravolto pure il genere.
America horror story poi... finchè non ho letto su wikipedia... io pensavo fosse un demenziale/ironico... poi ho visto che in realtà era nato come horror, e mi sono chiesto perchè.
Gli horror anni 80/90 erano i migliori, e rimangono i migliori, per il semplice fatto che erano unici!
Probabilmente sarà anche i giovani d'oggi non concepiscono il cinema come una volta...
Se dici "the ring" tutti ti dicono Naomi Watts... ma non sanno che il film (il vero film horror, dove di sangue ce ne poco, ma di suspense tanta) era stato girato in giappone 5 anni prima!
Un'altro film (tra l'altro italiano) che pochi conoscono è "Dellamorte dellamore".
Un "Eraserhead", per chi capisce Lynch è un bellissimo horror!

In quanto alla trilogia della casa di saimi speriamo che tra poco arrivi la quadrilogia, o almeno così si diceva sulla produzione dell'armata delle tenebre 2... :)

Che fine ha fatto l'horror? beh... se sai dove cercare lo trovi di sicuro, ma di certo non lo si trova negli ultimi anni, se non rarissime occasioni in cui la trama e il coinvolgimento sono innovativi... (ora mi viene in mente "REC").

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REC e REC2 sono un bell'esempio di come il genere non sia senza idee. Può succedere anche che i remake in alcuni casi siano gradevoli da vedere grazie agli effetti speciali che negli anni 80 non c'erano.

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