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18 dicembre 2017

La carica dei piccoli

Categoria: Fotografia - Tags: iPhone, Instagram, New York Times, World Press Photo

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Andrea Armellin | commenti |

Una copertina del New York Times.

Un terzo premio al World Press Photo.

Michael Christopher Brown, fotografo americano classe 1978.

Cos’hanno in comune questi tre elementi, oltre ad appartenere all’elite del mondo fotogiornalisitco? Vediamo.

 

Il 25 gennaio scorso il New York Times (il quotidiano che ha vinto più premi Pulitzer di qualsiasi altro giornale) ha messo in prima pagina fotografie fatte con Instagram (leggi: smartphone) dai suoi lettori. Il quotidiano aveva chiesto di condividere con l’hashtag #NYTsnow le loro foto della città imbiancata di neve. Dopodichè le ha prese (sembra senza avvisare…) e ne ha messe nove in prima pagina.

In precedenza, il 31 marzo 2013, sempre il NYT aveva pubblicato in copertina una foto scattata con iPhone e Instagram da Nick Laham, durante un servizio sulla squadra di baseball dei New York Yankees.

 

Al World Press Photo di quest’anno, premio internazionale che è una vera e propria bibbia per quel che riguarda il fotogiornalismo, una delle trentotto fotografie premiate è stata scattata con un iPhone. La foto di Malin Fezehai, fotografa svedese, è giunta terza nella categoria Daily Life ed è stata realizzata con un iPhone e modificata con Instagram. Per la prima volta uno smartphone appare nell’elenco delle fotocamere usate per scattare un’immagine vincitrice al World Press Photo. Qui la lista delle foto premiate. Sopra la foto giunta terza al WPP, sotto Malin Fezehai.

 

Veniamo a Michael Christopher Brown (qui sotto): è un bravo fotografo, e ha già in saccoccia numerosi e impetuosi avvenimenti vissuti e fotografati in giro per il globo. E’ uno dei futuri membri 2015 di Magnum Photo, l’Agenzia (con la A maisucola) più famosa in campo fotogiornalistico, e scatta spesso e volentieri (se non quasi esclusivamente) con un iPhone.

In una bella intervista rilasciata un anno e mezzo fa ai tipi di Instagramers Italia spiega il suo approccio al fotogiornalismo, e anche come alcuni colleghi lo abbiano un po’ canzonato per la sua scelta mentre si trovava in Libia per seguire la guerra tra Gheddafi e gli insorti (fotografie poi pubblicate dal National Geographic). Ma si dice anche convinto che “non esistono tanti buoni reportage fatti con un iPhone ed è per questo che il suo utilizzo non è ancora largamente accettato nel mondo del fotogiornalismo”.
Qui sotto, alcune delle fotografie di Michael scattate in Libia.

 non esistono tanti buoni reportage fatti con un iPhone ed è per questo che il suo utilizzo non è ancora largamente accettato nel mondo del fotogiornalismo

 

New York Times, World Press Photo e Magnum: tre mostri sacri che utilizzano fotografie fatte con smarphone. E' una sorta di consacrazione ufficiale? Si è aperta una nuova era del fotogiornalismo?

O è la dimostrazione che è il fotografo che fa le foto, non lo strumento?



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