15 maggio 2021

Treviso

Veneto Imprese Unite pronto a "occupare" Contarina entro questa settimana

La rabbia degli imprenditori. Penzo Aiello: "“Vogliamo discutere della possibilità di posticipare i pagamenti del 2020".

| Roberto Grigoletto |

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Veneto Imprese Unite pronto a

TREVISO - Dopo il blocco autostradale, con tanto di “sequestro” di autogrill, un picchetto davanti alla sede di Contarina è niente. Veneto Imprese unite è seriamente intenzionata a metterlo in atto se l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti nei 49 Comuni del Bacino Priula non concederà udienza ai rappresentanti di Viu (Veneto Imprese unite). Che hanno lanciato anche un ultimatum: entro la fine di questa settimana.

“Vogliamo discutere della possibilità di posticipare i pagamenti del 2020 senza avere l’onere degli interessi di mora, dato che le scontistiche previste sarebbero state inserite solo nella fattura di conguaglio di aprile 2021 e quindi molti imprenditori si sono trovati a fronteggiare importi calcolati sui consumi del 2019, ovvero pre pandemia, a fronte di incassi ridotti anche più del 50%” - spiega Andrea Penzo Aiello, che di Veneto Imprese unite è il presidente. C’è anche un dato di fatto dal quale, secondo gli imprenditori della ristorazione, non è possibile prescindere: bar e ristoranti, essendo chiusi per decreto dopo le 18 da fine ottobre a oggi, hanno perso gran parte della produzione di rifiuti, soprattutto umido e vetro.

La maggior parte dei settori in aggiunta è stata costretta a chiudere svariati giorni anche nel 2021, mentre fino a questo momento gli sconti si fermano alle chiusure del 2020. L’appuntamento con i vertici di Contarina, a questo punto, diventa fondamentale: “Sono infatti arrivate le comunicazioni da parte dell’azienda di asporto rifiuti con gli importi degli sconti applicati per i mesi di chiusura. Le nostre aziende, che facevano grande affidamento su queste decurtazioni, si sono trovati ad avere riduzioni principalmente dai 4 euro ai 30 euro annui per negozi e attività di servizi alla persona che normalmente pagavano tra i 600 euro e 1000 euro l’anno, dai 50 ai 200€ per bar e ristoranti che arrivavano anche a fatture da 10000 euro l’anno. Importi ridicoli, sbandierati come grandi aiuti per le aziende nei mesi passati, che non fanno altro che alimentare la rabbia degli imprenditori ad oggi mai veramente tutelati, alzando ulteriormente la tensione sociale che sta dilagando nel paese”. Due giorni di tempo per essere ricevuti: la pazienza ha un limite.

 


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